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“Mammoni” in crescita, genitori sempre più supporto contro la povertà Breaking news, Cronaca, Società

Firenze – Italiani mammoni o a rischio povertà se si staccano dal nucleo familiare? La seconda, almeno per quanto emerge dai dati ripresi dalla Coldiretti. In Italia risulterebbe che tornano a crescere i “mammoni”, con il 66.8% dei giovani di età compresa tara i 25 e i 29 anni che vive con i genitori. Ma i motivi, giunge sempre da Eurostat, non sono di “attaccamento” filiale. Infatti. i giovani sono costretti a rimanere a casa per difficoltà economiche e la mancanza di lavoro con più di un giovane italiano su tre con meno di 29 anni è a rischio povertà o esclusione sociale.

“A trovarsi in questa difficile situazione in Italia – dicono dalla Coldiretti – sono più le giovani donne (36,2%) degli uomini (33,9%). I dati mostrano l’immenso ruolo sociale che viene svolto dalle famiglie che sono diventate un soggetto di welfare che opera come fornitore di servizi e tutele per i membri che ne hanno bisogno. Dall’ospitalità alla preparazione dei pasti, dalla pulizia degli abiti a quella della casa, fino alla cura dei nipoti, sono numerose”.

Insomma, sono i genitori che continuano, anche nella vita adulta, ad offrire supporto alle famiglie giovani: oltre alle richieste di collaborazione fisica, sottloneano dalla Coldiretti, “sempre più spesso i genitori sono costretti ad offrire anche aiuti economici per effetto dei drammatici livelli di disoccupazione. La casa diventa spesso anche un incubatore di impresa in un paese come l’Italia dove si stima che le aziende familiari rappresentino almeno l’85% con punte del 90% in settori come l’agricoltura. Non è un caso che l’’Italia con 55mila imprese agricole condotte da under 35 sia  al vertice in Europa nel numero di giovani in agricoltura”.

Un vero e proprio cambiamento epocale, di una portata che lo colloca fra i fatti economici più significativi  dalla rivoluzione industriale. “Il mestiere della terra – conclude la Coldiretti –attrae giovani generazioni fortemente motivate a costruirsi un futuro a contatto con la natura tanto che sono quasi 34mila i giovani che hanno già presentato in Italia entro settembre domanda per l’insediamento in agricoltura dei Piani di sviluppo rurale (Psr) al 2020 dell’Unione Europea e ai quali le Amministrazioni regionali devono dare ora responsabilmente una riposta”.

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