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Mandiamo Sousa a festeggiare il Natale a Lisbona Opinion leader

Firenze – Ieri l’ennesima sconfitta contro una “grande”. Sousa, nell’intervista di fine partita, sottolineava quanto sia forte la Lazio, squadra da Champions che quest’anno “si è rinforzata”. Rinforzata con chi? Con Wallace? con Bastos? con Immobile (ieri nullo) al posto di Klose? Ve lo dico io con chi si è rinforzata: confermando un tecnico onesto, modesto, aziendalista e realista come Inzaghi. Magari fosse successo anche a Firenze che Sousa avesse detto di no, come Bielsa a Roma! Forse alla Fiorentina sarebbe bastato il tecnico della primavera per mettere insieme una squadra decente.

E invece continuiamo a vedere una Viola senza senso, sin troppo evidentemente refrattaria al gioco che le vuole imporre il tecnico, sofferente in ogni reparto perché ai giocatori viene chiesto quello che loro non potranno mai dare. Ma provate a riflettere un attimo: Sousa finisce sempre col dire che è contento della squadra, che c’è crescita, che si migliora nelle “stransissioni”, che ogni tanto però viene meno qualche singolo (parla sempre di errori individuali) e viene meno la fortuna. Ieri ha accampato anche le assenze, come se la Viola fosse bersagliata dalle disgrazie.

E allora informiamolo: al momento, la Fiorentina è la squadra che in serie A ha sofferto meno giornate di assenza per infortunio o squalifica dei propri giocatori. Ma se lo ricorda, il signor Sousa, contro quale Sassuolo e quale Palermo ha giocato qualche giorno fa, gloriandosi di aver risicato una vittoria in extremis? Caso mai le assenze (e ingiustificate) le provoca cervelloticamente lui. È inutile che ci dica che ieri è mancato Badelj, perché il più delle volte Badelj, o Vecino, o addirittura Borja li fa mancare lui per far giocare Tello e quello schema offensivo ridicolo che ha inventato.

Ridicolo e impossibile, perché ormai da un anno e mezzo di “crescita” della squadra ci si aspetterebbe un gioco, almeno come quello che si è visto nella Lazio di ieri, niente di trascendentale, ma qualcosa di organizzato, di fluido, di non velleitario (e pensare che Andersson si lamenta perché viene impiegato fuori ruolo! Alla Viola dovrebbero lamentarsi in dieci!). E invece solo azioni individuali, solo corsa e rincorsa a casaccio, solo palle buttate in avanti a sperandio.

Ma voglio tornare a parlare di schema. Intanto do ragione a Juric, quando ha detto, ai giornalisti che lo intervistavano prima del recupero contro il Genoa chiedendogli di un Sousa che cambia continuamente, che no, lo schema di Sousa è sempre lo stesso, e che i cambiamenti sono soltanto marginali. La vedo come lui. Lo schema è il “suo” 3-4-2-1, e ciò che lo caratterizza non è tanto la difesa (a tre o a quattro fa poca differenza, e lì davvero si può cambiare in corso partita e secondo esigenza), ma è il centrocampo: un centrocampo sempre a due, indipendentemente dall’avversario e contro ogni logica che vorrebbe fossero valorizzati i giocatori migliori che sono in una rosa: e che sono Vecino, Badelj, Borja ma anche Sanchez e Cristoforo (come è stato dimostrato ieri) e che non sono certo Tello, Milic  e neppure, nonostante la loro bravura, i giovani che Sousa avvicenda sulle fasce, Berna compreso.

Ma per Sousa quell’ala destra è un dogma. Sembra che sia un’imposizione della FIFA: non si gioca se non si tengono quattro giocatori davanti alla linea del pallone di cui due esterni a dare ampiezza! Ci si chiede come farà la Juve a vincere quello che vince contravvenendo a quel dogma, e anche il Barcellona, il Real, l’Athletico e chi più ne ha più ne citi. Però è vera una cosa. Sousa ha fatto scuola a Conte. Conte, con il suo Chelsea, gioca esattamente lo stesso schema di Sousa: tre difensori (Azpiculeta è terzino messo centrale, come Tomovic, e Luiz fa il regista difensivo come Gonzalo), due in mezzo, due esterni (Moses sarebbe il suo Tello, e Alonso…Alonso!), due nella trequarti a sostegno del centravanti esattamente come Ilicic e Berna sono a sostegno di Kalinic.

Precisi, fotocopiati (anche se i loro davanti si chiamano Hazard, Willian, Costa, con “riserve” Pedro, Oscar, Batshuhay… con Cuadrado d’avanzo!) Ma allora perché Conte è riuscito a inculcare quello schema nelle teste e nelle gambe dei giocatori in un paio di settimane, mentre Sousa non ci riesce da un anno e mezzo? La risposta va articolata. Prima di tutto perché in quel modo, contrariamente a Sousa, Conte valorizza le qualità dei giocatori che ha. Sacrifica Fabregas, è vero, ma li avete visti i due di centrocampo, Kanté e Matic, come sono fatti, che razza di forza fisica, velocità e ritmo sono in grado di esprimere e di imprimere alla squadra? Avete visto che inserimenti e che recuperi fanno?

Ecco, allora provate a confrontare i due con Badelj e Borja, che sono nati per un altro gioco, per altri ritmi e con ben altra tecnica (sicuramente superiore quella dei due Viola, ma non certo alle velocità e con gli spazi ampi richiesti da Sousa). E proprio a proposito di centrocampo, io vi dico che quello di ieri sera, con Sanchez e Vecino, sarebbe il più adatto al 3-4-2-1, per le caratteristiche di ognuno (Sanchez ha già giocato quel gioco in Inghilterra) e il più somigliante a quello del Chelsea. Ma se dovesse essere schierato, lo sarebbe a che costo? Fuori Borja e Badelj? E per far posto a chi? A Tello? Al più inutile dei giocatori che abbia mai calcato un campo di gioco?

E poi, perché? Non giocava meglio la Fiorentina, quando l’ha ripresa Sousa, con il suo 4-3-2-1, equilibrato, bello, naturale, esattamente come il gioco della Lazio di ieri? E non era stato stipulato un accordo, con tanto di stretta di mano tra Sousa e Corvino, per giocare quest’anno il 4-3-3 che invece non ha mai visto nessuno, neanche per una prova? Io vorrei un regalo per Natale. Che Sousa se ne andasse a festeggiarlo a Lisbona e che la Fiorentina l’allenasse Guidi (il tecnico della primavera viola che dà spettacolo) con un gioco più “italiano” e più consono alle qualità dei singoli. Ma temo che anche la proprietà abbia pudore a rivelare che errore ha fatto ad assumere questo tecnico e a buttar via un’occasione più unica che rara di far davvero grande la Fiorentina.

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