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Manifestazione migranti, stop morti in questura Cronaca

La denuncia del clima pesante che si respira a Firenze era stata fatta questa mattina, dal Movimento di Lotta per la casa e dai rappresentati di alcune comunità di migranti presenti a Firenze: “Tre episodi poco chiari in poco tempo, dopo la morte dei tre senegalesi, ci inquietano e segnano l’ulteriore appesantirsi di un clima già molto difficile per i migranti”, aveva detto Lorenzo Bargellini, leader del Movimento. I tre episodi cui veniva fatto riferimento erano le due morti di ragazzi nordafricani nella “stanza” della Questura e il pestaggio subito da due ragazzi somali, accolti in un centro di accoglienza comunale, da parte di alcuni individui su cui pesa il sospetto che fossero agenti in borghese. E circa cinquecento persone, soprattutto immigrati, hanno dato vita alle 16 di oggi pmeriggio a un corteo di protesta, partito da piazza Santissima annunziata. Un corteo già predispoto per la giornata internazionale dei diritti dei migranti, che è stata l’occasione per annunciare alcune “stranezze” rilevate dai famigliari nella morte del ragazzo tunisino, sabato scorso, nella camera di sicurezza della Questura fiorentina. Il fratello della vittima ha chiesto una nuova autopsia. ''In questa storia ci sono cose che non tornano – ha affermatoIzzeddine R'Mini, parlando con i giornalisti durante il corteo – stamane mi hanno restituito la salma, il volto di mio fratello era ferito come se fosse stato preso a botte, voglio che sia di nuovo sottoposta ad autopsia''. Questo perchè, ha spiegato Izzeddine, ''alla prima autopsia non ho potuto assistere nè io nè il mio avvocato nè il medico legale che ho nominato: solo facendone una nuova si potranno eliminare tutti i dubbi che ci sono al riguardo''. E cartelli con le foto del volto ferito del giovane morto in questura sono stati esposti nella manifestazione, con la scritta ''Dicono senza percosse…secondo voi? Collo rotto e buco sulla nuca: vogliamo chiarezza''.
R’Himi Bassem, 20 anni, tunisino, era stato trattenuto sabato scorso nella camera di sicurezza della questura fiorentina in quanto arrestato la sera precedente per tentata violenza sessuale, rapina, lesioni volontarie e porto di coltello.

''La causa del decesso è stata un'emorragia polmonare'', spiega l'avvocato Diego Mongiò. Al momento, la famiglia si rifiuta di far rimpatriare la salma, e chiede che sia disposta una nuova autopsia con un medico di parte. Gli esami autoptici fatti eseguire dal pm Giulio Monferini, il corpo di R'Himi non presentava nè fratture nè lesioni.
Sul caso del giovane tunisino morto in questura alcuni giorni fa ''giustizia e chiarezza sia fatta''. Sono parole dell'assessore toscano al welfare, Salvatore Allocca, che ha parlato in piazza Santa Maria Novella durante la manifestazione antirazzista organizzata oggi a Firenze. ''L'unico modo per difendere i diritti di chi cerca di rifarsi una vita nuova e un lavoro da noi – ha proseguito – è lo sciopero dei migranti: continuiamo a lottare insieme''.
Una delegazione di migranti ha consegnato una lettera in prefettura. Al termine della manifestazione è stato osservato un minuto di silenzio in ricordo vittime.

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