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Manifestazione scuola, dalla Toscana oltre 300 a Roma Breaking news, Cronaca

Firenze – Scuole aperte e pochi disagi, a Firenze, dal momento che le famiglie erano state avvertite in tempo. Ma dalla Toscana  sono circa trecento, le maestre che si sono recate all’appuntamento della manifestazione nazionale che si è tenuta a Roma, e che ha visto, secondo gli organizzatori, oltre 5mila insegnanti con diploma magistrale protestare sotto il Miur. La protesta, organizzata da Cobas, Anief e maestre autorganizzate, è stata scatenata dalla sentenza del Consiglio di Stato, pubblicata il 21 dicembre scorso, che impedisce alle insegnanti con diploma magistrale conseguito prima del 2002 di essere presenti nelle graduatorie a esaurimento, i famosi GAE. Una sentenza che, secondo quanto denunciato dai Cobas e dalle migliaia di insegnanti oggi in corteo, vedrebbe “l’annullamento di diritti acquisiti di questa importante parte della categoria, sentenza che va contro tutte le precedenti che in questi anni avevano dato ragione a decine di migliaia di docenti che adesso si vedono negare persino il diritto all’inserimento nelle Graduatorie a Esaurimento (GAE), e che vengono retrocessi a docenti di serie C”.

La protesta di oggi ha messo in luce, oltre al fatto che questi insegnanti con diploma magistrale sono stati in questi anni “spremuti come limoni” senza che si trovasse nulla da eccepire, anche le condizioni di lavoro e gli stipendi, “miserabili” come dicono le maestre, soprattutto se rapportati col resto d’Europa: una maestra con 10 anni di lavoro guadagna circa 11 euro l’ora netti e si trova a dover “integrare in una stessa classe alunni normodotati, disabili, migranti con scarsa conoscenza della lingua ecc”.  Il quadro, in conseguenza della sentenza, sarebbe drammatico per moltissimi insegnanti con diploma magistrale, dal momento che molti si ritrovano con nomine annuali dalle GAE, in diversi già immessi in ruolo: ora, oltre alla perdita del lavoro, rischiano di ritrovarsi inseriti in seconda fascia o addirittura in terza. Insomma, come dicono alcune maestre presenti a Roma, “insegnanti di serie C”.

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