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Manifestazione di sostegno alla resistenza di Kobanê Società

Firenze – Domani manifestazione a Firenze della comunità curda per sostenere l’autonomia del Kurdistan occidentale siriano. Un corteo si muoverà da piazza Santa Maria Novella alle 14.30 per raggiungere piazza della Repubblica. Gli organizzatori invitano tutte i cittadini, le parti politiche e sociali a partecipare numerosi.
Sabato 1° novembre sarà la giornata globale di sostegno alla resistenza di Kobanê. Domani 31 ottobre si svolgerà a Firenze una manifestazione, promossa dall’Ufficio di Informazione del Kurdistan in Italia (UIKI), Rete Kurdistan Italia, Centro Culturale Kurdistan di Ponsacco, per sostenere l’autonomia del Rojava-Kurdistan, Kurdistan occidentale siriano. Un corteo partirà da Piazza Santa Maria Novella alle 14:30 diretto a Piazza Repubblica. Gli organizzatori fanno appello a tutte le realtà politiche e sociali della città, associazioni, sindacati, centri sociali, gruppi e partiti politici, studenti, professori, e semplici cittadini a partecipare in massa. “Da mesi, nella città di Kobanê, i combattenti e le combattenti curde delle YPG e YPJ resistono all’attacco dello Stato Islamico (IS) – spiega la nota del Cpa Firenze Sud –  Questa battaglia ha squarciato il velo di silenzio che avvolgeva l’esperienza di autogoverno nata nel 2012 nel Rojava (Kurdistan occidentale siriano).

“Un appello è stato lanciato dai rappresentanti curdi in Europa, al quale hanno aderito migliaia di intellettuali, politici, artisti, sindacalisti, associazioni, partiti, gruppi e singoli in tutto il mondo, tra cui i premi Nobel Dario Fo e Adolfo Perez Esquivel, l’arcivescovo sudafrican Desmond Tutu, il linguista Noam Chomsky, Moni Ovadia, la già vicepresidente del Parlamento Europeo Luisa Morgantini e innumerevoli altri.”Mentre in Europa e nel mondo emergono nuove forme di nazionalismo, mentre i mercati finanziari pretendono di governare le vite di ognuno di noi, nel Rojava dal 2012 si pratica uno straordinario esperimento di democrazia radicale – spiega la nota – , immaginando un programma di liberazione dall’autoritarismo, dal militarismo, dal centralismo e dall’intervento delle autorità religiose nella vita pubblica. Questa esperienza – conclude il Cpa di Firenze  – che può costituire una via d’uscita dai conflitti etnico-religiosi alimentati dagli interessi delle grandi potenze internazionali e regionali in Medio Oriente, fra cui in primis la Turchia, è ora in pericolo e ha bisogno della solidarietà di tutti.

 

 

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