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Manovra Monti, protesta la Cgil a Firenze Cronaca

La parola d’ordine unitaria di questi giorni pare essere l’Equità della manovra, ma dietro di essa si celano concetti differenti . Se da una parte c’è il governo Monti che ha adottato una riforma per cercare di sollevare l’Italia dalla crisi, dall’altra c’è la CGIL che non vede nella riforma presentata, domenica scorsa, una linea capace di alleviare lo stato di emergenza. Nel frattempo i sindacati Cgil Cisl e Uil hanno indotto uno sciopero generale previsto per il 12 dicembre. “Noi contestiamo l’iniziativa fatta sulla previdenza  – dice Mario Fusolo (Cgil – Fiom) – perché ci pare che venga fatta cassa invece che utilizzare le risorse della previdenza per favorire le pensioni per i più giovani. Far cassa vuol dire, per esempio, ridurre la capacità di sostenersi rispetto all’inflazione da parte delle pensioni che non vengono più tutelate oltre due volte quella minima. E’ necessario crescere su questo versante e favorire la tutela  anche delle pensioni  due volte sopra la minima e mandare in pensione quelle persone che hanno raggiunto i quarant’anni di contributi. Per fare questo dobbiamo trovare le risorse altrove”.
Le richieste da parte della Cgil sono diverse da quanto illustrato dal governo Monti. Prima di tutto i ceti più abbienti dovrebbero essere coloro che su cui riversare la maggior parte del peso di questa riforma “Noi chiediamo al governo Monti  – continua Mario – una revisione della riforma che introduca un’imposta sui grandi patrimoni, una patrimoniale come per esempio è stata introdotta in altri paesi come la Francia. Inoltre dovrebbero essere tassate le transazioni finanziarie e intervenire maggiormente sui capitali scudati. Le spese militari dovrebbero poi diminuire per far rientrare i liquidi in maniera da poterli reinvestire in altri settori”.
Il problema maggiore è trovare la liquidità per uscire da questa situazione di crisi, che non è simile a quella in cui versa la Grecia ma che comunque non è neanche troppo lontana. “Quello che chiede la Cgil è una riforma del mercato del lavoro e degli ammortizzatori sociali che garantisca il lavoro giovanile. Le riforme non devono trovare la liquidità nelle classi medio-basse perché se no ci troviamo di fronte ad un serpente che si morde la coda”.
Il governo Monti ha precisato che i tempi per modificare la riforma sono ridottissimi: in risposta i sindacati Cgil Cisl Uil hanno indetto uno sciopero generale per il 12 dicembre.  Per adesso il clima non pare essere idilliaco per pensare a un’apertura del governo ad un tavolo di trattativa, in vista dei tempi ridotti d’intervento che l’Unione europea chiede all’Italia.

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