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Manovra, unirsi costa: il caso Valdera Economia

Quanto? La cifra, considerando l’intero ambito regionale, e “misurando” le gestioni associate esistenti, potrebbe ammontare a qualche milione di euro secondo una stima molto approssimativa. E’ lì a dimostrarlo una delle esperienze più significative in atto in Toscana: l’Unione Valdera. I conti sono presto fatti. Il suo bilancio complessivo quest’anno si aggira sui 30 milioni di euro: 10 milioni di spesa corrente, 20 di investimenti. L’unione ha una sede (a Pontedera) e circa 70 addetti di cui solo la metà distaccata dai vari comuni. Calcolando 35 dipendenti, più sede e funzionamento della “macchina”, le spese ammontano a 1 milione di euro: circa il 3,3% del bilancio complessivo.
“E’ difficile quantificare i risparmi realizzati nel tempo grazie alla gestione associata – afferma il direttore dell’Unione Valdera Giovanni Forte -, ma tanto per fare un esempio sugli acquisti di generi alimentari, un piccolo comune come Casciana Terme (4000 abitanti) ha abbattuto i costi di circa 20mila euro”. Per il personale è diverso: “Le nostre aggregazioni non possono funzionare come nelle imprese private”. Niente esuberi dunque e il risparmio può realizzarsi solo nell’arco di 7/8 anni. Il discorso cambia quando si guarda alle potenzialità innovative del processo di integrazione. “Ci stiamo avviando su un modello operativo di rapporto telematico sempre più spinto con il cittadino”. In sostanza l’Unione accentra il back office, mantenendo nei singoli comuni sportelli di accesso ai servizi con processi sempre più informatizzati.
L’Unione Valdera copre un’estensione territoriale di circa 650 Km2, e un bacino di 121 mila cittadini. Associa 15 comuni: 7 sotto i 5mila abitanti, 8 con una popolazione fra 5mila e 30mila. Comune capofila, Pontedera. Nasce nel 2008, dall’incontro di varie esperienze d’integrazione.
Attualmente l’Unione Valdera gestisce in forma associata i servizi socioeducativi, quelli per il cittadino, informatica e statistica. Per il resto, l’aggregazione è a geometria variabile. Solo sei comuni dei 15 gestiscono insieme polizia locale, raccolta rifiuti, e tributi. Altri 11 hanno in comune Suap, vincolo idrogeologico, protezione civile, valutazione impatto ambientale. Ma il processo di integrazione procederà a tappe forzate nei prossimi due-tre anni.

Foto  www.tuscaning.com

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