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Marcia internazionale contro il terrore: partecipano anche i leader europei e autorità religiose Cronaca

Parigi – Centinaia di migliaia di persone sono attese a Parigi oggi, domenica 11 gennaio 2015, alla marcia repubblicana per le 17 vittime (8 giornalisti del settimanale  satirico Charlie Hebdo, un ospite del giornale, 2 agenti, il portiere dello stabile del giornale, una vigilessa, 4 ostaggi) degli attentati in Francia, per dire no a tutte le forme di terrore, tutti sotto la bandiera “Je suis Charlie”, divenuto simbolo della libertà di pensiero ed espressione nel mondo. Quasi cinquanta i leader mondiali che hanno confermato la loro presenza, insieme auna serie di figure politiche e religiose francesi, fa sapere Le MondeSarà a Parigi anche il segretario generale della NATO Jens Stoltenberg e il ministro della giustizia americano Eric Holder in rappresentanza degli Usa, così come i leader di altre istituzioni internazionali (Organizzazione Internazionale della Francofonia, International Labour Office, Lega Araba). E ancora, altre cariche da Usa, Palestina, Israele, Giordania, Svizzera, Canada, Russia, Kosovo, Albania, Georgia, Ucraina, Turchia, Algeria, Mali, Gabon Niger, Benin. Nonché anche i sindaci di grandi città europee, come Milano, Barcellona, Torino e Firenze.

Già ieri hanno manifestato in Francia circa 700mila persone, una mobilitazione straordinaria. A Tolosa in 80mila a dirigersi lungo l’avenue Jean Jaures verso il monumento dei caduti della Resistenza; a Pau in 35mila hanno marciato dietro lo striscione “Nous sommes tous Charlie” portato dai ragazzi dei licei, mentre a Nantes erano più di 30mila, a Nizza in 23mila, a Orleans in 22mila e a Besancon in 20mila.  Ecco l’elenco, ancora parziale – precisa Le Monde – di politici, istituzioni regligiose, leader d’Europa e di altri paesi, che hanno assicurato la propria presenza oggi alla grande marcia della Francia contro il terrorismo .

I rappresentanti politici della Francia: François Hollande, Manuel Valls e diversi ministri, lex capo del segretario di Stato e nazionale dell’UMP Nicolas Sarkozy, gli ex primi ministri Alain Juppé Francois Fillon e JeanPierre Raffarin,   il sindaco socialista di Parigi, Anne Hidalgo, e il suo predecessore, Bertrand Delanoë. Numerosi politici di tutti i principali partiti, JeanLuc Mélenchon leader del Partito della Sinistra, Nicolas DupontAignan, leader del partito Debout la République, François Bayrou il presidente del partito centrista MoDem Movimento Democratico (che non scorrerà nella processione in testa, ma tra la folla). Il Fronte nazionale si sente esclusa dalla “marcia repubblicana a Parigi, ma molti dei suoi funzionari hanno detto che manifesteranno in città o nei reparti in cui sono eletti. Marine Le Pen manifesta in Beaucaire nel Gard.

toulouse-manif-attentatTutte le autorità religiose: Joel Mergui (presidente della Central Concistoro israelita), Moshe Lewin (direttore Esecutivo della Conferenza dei rabbini europei), Roger Cukierman (presidente del Consiglio rappresentativo delle istituzioni ebraiche in Francia, CRIF), Monsignor Stanislas Lalanne (vescovo di Pontoise nella regione di Parigi)
Vescovo Pascal Delannoy (Vescovo di Saint-Denis, nella periferia di Parigi) per conto della Conferenza dei Vescovi di Francia. Il Consiglio francese del culto musulmano (CFCM), organo di rappresentanza dell’Islam in Francia, così come il UOIF (vicino ai Fratelli Musulmani), che ha chiamato i “cittadini musulmani ad unirsi in maniera massiccia“.
Nella foto di Le Parisien  la manifestazione di ieri a Toulouse.

I leader europei (ne puzzle di foto pubblicata da Le Monde): il cancelliere tedesco Angela Merkel, il primo ministro britannico David Cameron, il presidente del Consiglio italiano Matteo Renzi, il presidente spagnolo Mariano Rajoy, il presidente della Commissione europea JeanClaude Juncker, il presidente del Parlamento europeo, Martin Schulz, il presidente del Consiglio europeo Donald Tusk , il capo del governo danese Helle ThorningSchmidt, il capo del governo belga Charles Michel, il capo del governo olandese Mark Rutt, il capo del governo greco Antonis Samaras, il capo del governo portoghese Pedro Passos Coelho, il capo del governo ceco Bohuslav Sobotka, il capo del governo lettone Laimdota Straujuma, il capo del governo bulgaro Boyko Borisov, il capo del governo ungherese Viktor Orban e il capo del governo croato Zoran Milanovic. Il primo ministro del Lussemburgo Xavier Bettel, il presidente rumeno Klaus Johannis.

Altre cariche internazionali da Usa, Palestina, Israele, Giordania, Svizzera, Canada, Russia, Kosovo, Albania, Georgia, Ucraina, Turchia, Algeria, Mali, Gabon Niger, Benin
Il ministro della Giustizia americano Eric Holder rappresenterà gli Stati Uniti, voci suggeriscono la presenza anche di Obama, ma è stato negato dal governo statunitense, il primo ministro Benjamin Netanyahu, con il suo capo della diplomazia Avigdor Lieberma, fondatore e leader del partito di destra Israel Beytenu. Il presidente palestinese Mahmoud Abbas, il  re giordano Abdullah II e la regina Rania. La presidente della Confederazione svizzera Simonetta Sommaruga, il ministro canadese della Pubblica Sicurezza Steven Blaney, il capo del ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov, il presidente del Kosovo Atifete Jahjaga, il primo ministro albanese Edi Rama, il primo ministro turco Ahmet Davutoglu, il primo ministro della Georgia Irakli Garibashvili, il presidente ucraino Poroshenko, il primo ministro tunisino Mehdi Jomaa, il presidente del Mali Ibrahim Boubacar Keita, il Ministro degli Affari Esteri algerino Ramtane Lamamra, il presidente del Gabon Ali Bongo, il presidente del Niger Mahamadou Issoufou e del Benin Boni Yayi

 

 

 

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