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Marco Lanza, instancabile osservatore della realtà Cultura

Firenze – 22 luglio – Marco Lanza, instancabile osservatore della realtà

Ho intervistato Marco nella sua cucina di casa, mentre sua figlia Agnese, danzatrice professionista a Londra, ci  preparava un caffè. 

Abbiamo parlato delle sue fotografie, principalmente della produzione artistica, ma anche del lavoro professionale legato alla pubblicità. Marco nasce, vive e lavora a Firenze, tranne  un anno trascorso  in Australia dove lavora a Sydney per agenzie e redazioni australiane.

Quando chiedo a Marco  “Perché  hai scelto la fotografia come mezzo espressivo?” risponde che per lui si è trattato di una scelta fulminante.  Cominciata per soddisfare una forma di curiosità, poi diventata necessità quando scopre che si tratta del mezzo adatto a soddisfare i suoi bisogni.

Diciassettenne, quando il padre gli presta la sua macchina fotografica, in un solo giorno, decide di cominciare da subito a sviluppare e stampare le sue fotografie. In quattro e quattr’otto  mette insieme una camera oscura nella cantina di casa.

Dopo qualche mese il padre gli regala una macchina tutta per sé e da quel momento, negli anni che vanno dal ’74 al ’78 comincia a fotografare da autodidatta ed è in quest’ultimo anno che inizia la sua attività professionale. Nel frattempo  frequenta il DAMS a Bologna, che poi abbandona per potersi dedicare totalmente al lavoro.

Quando gli chiedo quale idea, quale contenuto desidera  esprimere, mi risponde che la sua idea è di soffermarsi, osservare dall’esterno, indisturbato, senza troppo coinvolgimento con i soggetti:  guardare, ingrandire, un approccio da entomologo, concentrarsi sui versi e sui suoni, un’osservazione antropologica.

Ad un dato momento, o forse da sempre, quasi come parte integrante della sua vita, la ricerca artistica di Marco si interfaccia con quella del fratello Saverio, musicista. I due mestieri si intrecciano, immagini e musica cominciano ad essere parte integrante le une dell’altra, dando luogo nel 2006 a PASTIS (www.xxpastis.com).

Contatti: marcolanza@iol.it

Nel corso degli anni Marco non disdegna  di comunicare ai giovani i segreti e le tecniche del mestiere, con esperienze di insegnamento,  con lezioni sulla fotografia presso  l’ateneo fiorentino, per il corso di Pio Baldelli, dove installa in aula un vero set fotografico, presso l’Università di Arezzo e ancora a Firenze presso  il FUA  e al Polimoda.

Per quanto riguarda la professione, Marco elenca alcune redazioni  per le quali ha collaborato, come Bazaar, Condé Nast, Harper ‘s, Die Zeit, Max, Westzone, Carstermann e altri ancora.

Mi mostra, un po’ schivo, i ritratti di alcuni personaggi, Umberto Eco, Gianna Nannini, Susanna Tamaro, Biagio Antonacci, Maurizio Rava, Marlene Kuntz e altri, scattati per copertine di CD e di libri.

Ha collaborato per numerose aziende, tra le quali Unoaerre, Sundek, Gucci, Cafe Noir, Replay, Marni, Pecci.

Apprezza fotografi quali Irving Penn, Richrad Avedon, Diane Arbus, Eadweard Muybridge, Gabriele Basilico, Martin Parr.
Gli chiedo infine un messaggio ai giovani

“Dedicare molta attenzione al proprio lavoro, con fiducia nelle proprie intuizioni, senza farsi compromettere troppo dalle mode e distrarre dall’inquinamento visivo, andando avanti con fiducia in quello che si sente di voler fare” afferma sicuro.

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