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Maria Stuarda al Pucciniano, balletto/teatro d’eccellenza Cultura

Erano anni che non ci capitava di tornare a casa, al termine di due ore di intensa partecipazione ed ammirato silenzio, colmi di felicità e lusingati per aver potuto godere di un tale spettacolo. Sulla musica, originale e magistrale, di Stefano Burbi si sono cimentati danzatori ed attori che hanno dimostrato non solo talento indiscusso, ma una capacità comunicativa che spesso crediamo sia ad appannaggio solo di qualche personaggio dello star system televisivo. Il connubio della musica con la coreografia innovativa e stupefacente di Beatrice Paoleschi è stato perfetto, con i danzatori e gli attori (semplicemente stupende e superbe Giuliana Lino nel ruolo prosaico della Lady e Caterina Boschi in quello della Stuart) hanno saputo rendere le due ore di spettacolo talmente emozionanti da farci avere la sensazione di un tutto unico, armonicamente arricchito dalle note di Stefano Burbi.

A proposito della musica, vorrei spendere qualche parola in più, proprio perché non siamo abituati, in questa nazione, ad ascoltare compositori viventi ed operosi della levatura e raffinatezza che troviamo nell’opera del compositore fiorentino, Primo Premio Festival del Cinema di Toronto 1996 come autore della migliore colonna sonora originale per il film "Annigoni" e Menzione d'onore al Festival del Cinema di Chicago nel 1996. Molto probabilmente senza quella musica anche il risultato d’insieme non avrebbe avuto quell’effetto sul pubblico, che ha applaudito per almeno dieci minuti consecutivi richiamando in scena gli interpreti più volte e che si è trovato concretamente inserito nella vicenda di due donne in lotta per il potere, entrambe schiave dei propri ruoli e di propri sentimenti. Come del resto lo siamo tutti noi, ed è per questo che le attrici sono state, nei costumi essenziali ed efficaci scelti da Santi Rincari, tra un nero imperante ed un rosso passionale, rispettivamente per Elisabetta, completamente calva come i suoi pensieri danzanti, ed il rosso di Maria Stuarda, donna completa ma insoddisfatta della vita, sempre all’altezza della situazione rappresentata.

Elsa Sabbatini e Laura Feresin hanno danzato nel ruolo di Elisabeth e Maria esprimendo una padronanza ed una tecnica decisamente coinvolgenti, a tratti persino impressionanti per la bravura. Mariottini ha danzato con l’equilibrio e la sobrietà che lo contraddistinguono, dando prova della sua abilità tecnica specialmente sul finale della rappresentazione. E’ da menzionare, per quello che riguarda la musica, il brano dell’Agnus Dei, suggestivo e commovente, all’interno del quale i cantanti, Maria Gaia Pellegrini – Soprano, Patrizia Parnasi – Contralto, Saverio Bambi – Tenore e Romano Martinuzzi Basso hanno dato prova di tutte le loro capacità virtuosistiche ed artistiche.

Insomma, questa volta a Torre del Lago abbiamo assistito a qualche cosa di veramente bello ed utile per la mente ed il cuore, tanto da esprimere il sentito augurio che la Fondazione del Festival Pucciniano si dedichi di più al balletto e al teatro.

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