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Mario “George McFly” Gomez: il ritorno al futuro della Fiorentina Opinion leader

Ah, no scusate, non è di George McFly di “Ritorno al Futuro”, il padre del protagonista Marty, che stiamo parlando, ma di Mario Gomez! Diamine, sono uguali… Due gocce d’acqua! E in effetti, pensandoci bene, Super Mario rappresenta un po’ il ritorno al futuro dei viola, visto l’incredibile impatto che il suo arrivo ha avuto a Firenze e non solo: da anni non si ricordavano prime pagine dei quotidiani sportivi dedicati alla Viola.

Un futuro, quello a cui sta tornando la Fiorentina, che sembra roseo, estremamente roseo. I Della Valle da un paio di stagioni a questa parte, dopo anni di amore/odio con la particolarissima tifoseria viola, che nel bene e nel male resta straordinariamente unica, hanno lavorato sulla squadra al punto da far sì che ormai si parli solo di amore.

La stagione alle porte ne è una prova importante. Le prime avvisaglie di grandezza l’anno scorso: Fiorentina protagonista di una splendida cavalcata in campionato mentre a gennaio già si pensava al futuro, vedi l’acquisto di Giuseppe Rossi.

Ora le conferme che la strada intrapresa porta dritti ad un futuro che i viola non vedevano così limpido da secoli. Nell’ordine: cucitura del rapporto con Pizarro (non ce ne vogliano i Della Valle, ma un tempo avrebbero gestito un caso simile con la chiarezza di Quelo, mentre ora sembra abbiano capito come si fa); Jovetic scaricato, te ne vuoi andare? Bene, pagano e vai dove vuoi, qui resta chi ci tiene a restare; l’acquisto di giocatori di comprovata qualità come Marcos Alonso, e di comprovata qualità ed esperienza come Joaquin.

E poi c’è lui, Marione, già idolo della Fiesole, ciliegina su una torta che finalmente sembra stata farcita a puntino, non come altre in passato.

Marione attento, stai molto attento. Firenze ama. Ma al secondo colpo di testa che sbagli con quel capoccione perfettamente ingellato qualche vecchio dalla Maratona mugugnerà subito “Tussei come Emiliano Rufo Verga, ‘un tu colpisci di testa sennò tu ti spettini!”, oppure “Va’ia parruccone, sposta i’ciuffo verso la porta!”…

Per non parlare dell’avvenenza della tua bellissima compagna Carina. Mario, se non vuoi farlo per te, farlo per lei. Buttala dentro spesso la palla, sennò con una come quella tra le mani, Firenze ti fa morbido.

Comunque sia Mario godi della massima fiducia. E non potrebbe essere altrimenti: un ventottenne da 266 gol in partite ufficiali tra campionati, coppe e nazionali, può non godere di fiducia da parte della folla?

Mario “George McFly” Gomez rappresenta il flusso canalizzatore del ritorno al futuro della Fiorentina. Il motore perfetto della DeLorean viola che vuole viaggiare verso uno scudetto che manca da troppo tempo.

Il tempo, le date… Una curiosità. Nel primo episodio di “Ritorno al Futuro” il protagonista Marty McFly, magistralmente interpretato da Michael J. Fox, dal 1985 – anno di nascita di Mario Gomez, tra l’altro – torna indietro nel tempo fino al 5 novembre 1955. Un sabato.

Il giorno dopo, domenica 6 novembre 1955, la Fiorentina di Fulvio Bernardini, prima in classifica in serie A con 11 punti a pari merito con l’Inter, ospita il Torino, mentre i nerazzurri la Lazio. I viola battono i granata per 2-0, doppietta di Montuori in 4 minuti, al 39° e al 43° del primo tempo. L’Inter, impegnata in casa, esce sconfitta per 3-2 dallo scontro con i biancocelesti.

La Fiorentina, dopo 8 giornate di campionato, è sola in testa alla classifica con 13 punti, l’Inter resta piantata a 11 e aumenta anche il distacco sulle terze, Napoli e Spal, che non vanno oltre due pareggi interni rispettivamente contro Bologna e Sampdoria e salgono da 9 a 10 punti.

La Fiorentina, la testa della classifica in solitaria, non la mollerà più, fino a cucirsi sul petto il primo, storico scudetto della sua storia.

Una storia che oggi, grazie a Mario Gomez, sogna un futuro che ricalchi quel passato. Ritorno al futuro, insomma.

Niccolò Bagnoli

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