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Mario Mariotti, un genio fiorentino. Tributo della Biblioteca Nazionale Cultura

Oggi giovedì 29 alle 16 alla Biblioteca Nazionale, alcuni amici artisti e critici d’arte ricorderanno con proiezioni video Mario Mariotti, il geniale e vulcanico sperimentatore  di linguaggi visivi, a partire dal disegno, sua vera passione e autentica matrice artistica fiorentina, passando per la scenografia e la grafica, la pubblicità e l'editoria, la proiezione fotografica, la pittura, la scultura, l'installazione, l'azione pubblica, l'intervento estemporaneo. Mario è stato animatore immaginifico del suo amato quartiere, Santo Spirito a Firenze “di cui ha incarnato l'anima popolare e l'abilità artigianale, l'ironia corrosiva e l'indole alla sfida, l'identità poetica e l'identificazione quotidiana con l'arte, rappresentata nella forma scenica e nell'azione organizzata della festa di piazza. Proprio per queste spettacolari azioni collettive nello spazio urbano, l’artista viene più frequentemente ricordato: lui le ideava e organizzava  per poi condividerle con la collettività degli abitanti e degli altri artisti coinvolti. Ricordiamo la proiezione del NO a caratteri cubitali sulla Cupola del Duomo di Firenze in occasione del referendum sul divorzio (maggio 1974); la simulazione del ritrovamento di un disegno di Leonardo in via Toscanella a Firenze e la costruzione del gioco/bicchierata della Dama di Bacco (1979) oggi conservato a Vinci; la proiezione di centinaia di progetti sulla facciata spoglia della chiesa di Santo Spirito (Piazza della Palla, estate 1980); la stesa dei Panni di artisti contemporanei alle finestre di Santo Spirito sul tema allegorico del fuoco (Fire-nze, 21 settembre 1985); la rievocazione pirotecnica per il bicentenario della Rivoluzione francese sulle sponde dell'Arno (Arnò 89, 14 luglio 1989); l'esposizione "fluida" di frammenti d'arte contemporanea sull'Arno davanti agli Uffizi (Polittico di San Giovanni, il 24 giugno 1991); la rappresentazione allegorica in forma di balletto dell'ultimo giorno di vita di Lorenzo Il Magnifico (Giuliano. Una morte fiorentina, giugno 1992; replicata al Joyce Theatre di New York nell'ottobre 1992 e nel contesto di "Fabbrica Europa" a Firenze nell'ottobre 1994). Era stato ribattezzato "il pittore delle mani", poiché se le dipingeva genialmente, trasformandole in figure fantastiche, immagini che oggi ritroviamo nei libri dove sono state raccolte. Oggi la direttrice della biblioteca Maria Letizia Sebastiani presenterà assieme ad Andrea Granchi, Stefano Pezzato, Francesca Mariotti ed altri, i video più significativi, come XX del 1976, Piazza della palla del 1980 e un documentario dedicato alla sua abilità di grafico pubblicitario, che si intitola A rigor di spot. Chi volesse approfondire la figura di Mario può andare al Centro Pecci di Prato, dove è allestita fino al 30 aprile una mostra che illustra il suo poliedrico lavoro artistico e che include numerose opere e oggetti, documenti e immagini originali, pubblicazioni e recensioni, reperti e memorie esaustivi di un’attività davvero intensa. L’archivio Mariotti è stato trasferito a Prato alla fine del 2010, confermando il ruolo di Museo regionale toscano per l’arte contemporanea svolto dal Centro Pecci. Questa retrospettiva ed il volume monografico che l’accompagna, realizzati dal Centro Pecci, costituiscono il riconoscimento di una personalità artistica fra le più vivaci e straordinarie degli ultimi decenni in Toscana.

 

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