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Marmo: ancora un morto sul lavoro a Carrara Cronaca

Carrara – A pochi giorni dalla tragedia che ha visto la morte di due cavatori a Carrara, stamani nelle prime ore della giornata lavorativa un operaio è morto stamani in un laboratorio per la lavorazione del marmo a Massa. La vittima sul lavoro è  Carlo Morelli, 61 anni. Secondo le prime informazioni una pesante lastra di marmo gli sarebbe caduta addosso, schiacciandolo. Vani i primi soccorsi da parte dei compagni dell’uomo.

L’uomo, residente a Marina di Carrara, secondo una prima ricostruzione stava caricando con altri compagni di lavoro un carrello di lastre di marmo nel laboratorio, quando, per cause ancora non accertate, è stato travolto da una parte del carico ed è morto schiacciato.

Morelli avrebbe dovuto firmare un contratto a tempo indeterminato a breve e smettere di essere un lavoratore precario. Carlo Morelli è morto all’interno della Co.Se.Luc, una segheria di marmo nella zona industriale di Massa (Massa Carrara). Morelli era un lavoratore interinale. Morelli lavorava nel settore da oltre 30 anni. Viveva con la moglie e la figlia, di 35 anni e il nipotino.

Dal mese di agosto ad oggi sono 6 le vittime sul lavoro nel comparto del marmo a Carrara. “C’è evidentemente da intervenire nella organizzazione del lavoro, intensificare i controlli dei servizi ispettivi, incrementare la formazione e la prevenzione, modulare il sistema sanzionatorio in base alla gravità delle inadempienze fino alla revoca della concessione”. Sono queste le parole del segretario della Feneal Uil della Toscana, Ernesto D’Anna, che ha espresso, a nome di tutto il sindacato, “cordoglio ai familiari della vittima”.

“L’incidente mortale di stamani – continua D’Anna – mette in evidenza tutti i limiti della RiformaFornero. Ancora una volta un lavoratore ultra 60enne vede la vita. Non è possibile in un Paese civile prevedere il requisito pensionistico otre i 62 anni a prescindere dal lavoro svolto. Bisogna che la flessibilità in uscita consideri non solo l’età anagrafica e contributiva ma anche la gravità e pericolosità della mansione svolta”.
“E’ una guerra – dice con rabbia Francesco Fulignani, segretario della Feneal di Carrara – Non ci sono più parole per descrivere la situazione che viviamo qui a Carrara. Abbiamo già avuto incontri con il presidente Rossi, il quale ha preso impegni per quanto riguarda il lavoro in montagna. Ed ecco che oggi arriva un’altra notizia che invece riguarda la lavorazione a valle. E’ insensibile andare avanti così, serve davvero l’impegno massimo di tutti per arginare questo stillicidio”.

 

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