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Marroni: stanziati 3,5 milioni per la sanità pratese Società

Prato – La cosiddetta medicina difensiva, cioè l’atteggiamento di prudenza da parte dei medici, costa al sistema sanitario nazionale qualcosa come 20 miliardi di euro l’anno. E’ quanto ha osservato il senatore ex sindaco di Aulla e Villafranca in Lunigiana al termine della visita che ha compiuto questa mattina all’ospedale Santo Stefano di Prato, il più grande dei quattro nuovi ospedali della Toscana del nord.

E a suo parere è proprio la medicina difensiva la principale responsabile dell’allungarsi delle liste di attesa. Soltanto a Prato, come ha ricordato la direttrice generale della Asl 4, si è passati dai 65.000 accessi all’anno al Pronto soccorso, ai 100.000 che farà registrare quest’anno, anche se la percentuale di ricoveri (l’11%) resta una delle più basse della Toscana. In nessun giorno in questo ospedale da 540 posti letto si è mai scesi sotto i 300 accessi al giorno.

Circa i posti letto e le attese che talvolta si registrano per ottenerlo, la direttrice ha precisato che esistono criticità per la sistemazione definitiva dei pazienti, ma non per la loro presa in carico che viene comunque sempre garantita entro 25 minuti dall’accesso al presidio.

Rispetto alla continuità assistenziale, l’assessore regionale al diritto alla salute, Luigi Marroni, ha ricordato come la Regione, per migliorarla, abbia stanziato 3,5 milioni di euro oltre al normale budget destinato alla Asl pratese, annunciando a breve l’inaugurazione di tre nuovi distretti e auspicando di poter andare a regime con il progetto complessivo entro un anno.

Dal canto suo il presidente della Regione Toscana, rispondendo ad una domanda dei giornalisti presenti, ha osservato come l’ospedale oggi o è per intensità di cure o non è, precisando che se si tornasse alla vecchia organizzazione sanitaria per singoli reparti, gli esiti di salute, ovvero gli indici di mortalità, sarebbero sicuramente peggiori.

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