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Massimo Castri: ricordo per un grande artista Spettacoli

Ex direttore dello Stabile della Toscana, Massimo Castri era malato da anni. Era presente l'anno scorso a una replica del suo ultimo lavoro "La cantatrice calva" di Eugène Ionesco, allestimento prodotto dal Teatro Metastasio di Prato con la collaborazione alla regia del giovane Marco Plini. Castri si era fermato poco prima dello spettacolo al bar di fronte all'ingresso principale del Metastasio, con il suo incedere lento commuoveva quanto le persone della zona si ricordassero di lui e fossero felici di rivederlo. Fantastica questa sua realizzazione dell'opera di Ionesco, tra le prime espressioni di quel Teatro dell'Assurdo che poi avrebbe rivoluzionato la scena mondiale. Castri è rimasto fedele al suo autore, ha lasciato che gli attori dialogassero senza "esibirsi" troppo, basta il paradossale contrasto tra le loro parole folli e insensate e quel salotto borghese così "normale". La disgregazione del quotidiano, di quei rapporti lasciati scorrere senza cura, emerge nella mancanza di comunicazione e di ascolto dei personaggi. A rendere comica e tragica la situazione l'incursione di figure esterne alle due coppie protagoniste che sembrano destare la loro curiosità, che per qualche secondo sembrano smuovere in loro le passioni assopite. Ma è solo un attimo.

Massimo Castri ci ha lasciato questo ultimo tesoro prima di andare via. Originario di Cortona (provincia di Arezzo), debuttò nel 1947 al Piccolo Teatro di Milano come attore, poi entrò nella Comunità Teatrale dell'Emilia Romagna. Ben presto partecipò a diversi film, ma il teatro rimase il suo primo grande amore. Si laureò nel 1971 in Lettere all'Università di Genova con una tesi sul teatro politico, testo che fu poi pubblicato dall'Einaudi nel '73. Presso il Teatro Santa Chiara di Brescia andò in scena la sua prima regia, "I costruttori d'imperi" di Boris Vian. Da allora una carriera sorprendente, fatta di tanti successi, finché nel 1994 non prese le redini del Teatro Metastasio di Prato divenendo direttore. Negli ultimi anni aveva anche insegnato presso la Scuola d'Arte Drammatica Paolo Grassi di Milano. Era tornato a vivere in Toscana, scegliendo Firenze come sua dimora. Ed è qui che stamani è morto, lasciando un forte vuoto nel mondo dello spettacolo.

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