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“Matrimonio” è la grande eredità culturale delle donne Cultura

Parigi – Francesca Caccini, prima donna ad aver composto un’ opera, guida un lungo  elenco di compositrici che dal XVII secolo ai giorni d’oggi hanno lasciato all’umanità un ricco patrimonio musicale. Anzi, come si comincia a dire ora in Francia, un “matrimonio”, termine che designa, in analogia con patrimonio, il contributo storico-artistico dato dalle donne all’umanità.

La piattaforma, intitolato “ Chiedete a Clara” in omaggio a Clara Schumann, grande pianista compositrice e moglie del celebre compositore, ha già repertoriato oltre 4.000 opere di 770 compositrici di 60 nazionalità. Le italiane sono tra le prime musiciste ad aver composto  brani musicali: accanto a Francesca Caccini seguono  Isabella Leonarda e Barbara Strozzi che è stata una delle prime compositrici di professione.

A portare avanti il progetto, che ha ancora davanti a sé anni di ricerca, è Claire Bodin, direttrice del festival “Présences feminines “ dedicato alle compositrici del passato e del presente, come la giovane francese Camille Pépin  che si sta facendo un nome nel mondo della musica. ‘Non vogliamo riscrivere la storia ma solo arricchire il repertorio né che si programmino opere di donne per darsi buona  coscienza ma solo per un reale interesse artistico”, ha spiegato Bodin all’agenzia AFP rammaricandosi che il grande pubblico conosca solo pochi nomi di donne compositrici oltre a quelli di Clara Schumann, Fanny Mendelssohn o Lili Boulanger.

L’iniziativa di “Présences feminines” è tutt’altro che isolata: come segnala il settimanale Le nouvel Observateur, sono sempre di più le persone sedotte dai circuiti turistici che mettono in valore il “matrimonio”.

Parola che, ricorda, nel Medio evo designava i beni trasmessi dalla madre e che poi è caduta nell’oblio.  Ha darle nuova vita ci ha pensato l’associazione HF-Ile de France che da cinque anni organizza le “Journées du Matrimoine” affinché vengano messe in luce anche le creazioni al femminile. L’anno scorso così è stato reso omaggio a Gae Aulenti per la sua ristrutturazione del Musée d’Orsay, a Hélène Jourda, creatrice della prima centrale solare fotovoltaico urbana in Francia e a Édith Girard, pioniera della concezione dell’alloggio sociale .

Su Instagram è stato creato intanto da Camille «La Mère Lachaise »  che repertoria nel celebre cimitero parigino Le père Lachaise le donne che vi sono sepolte e che anche loro hanno svolto un ruolo nella storia del paese. « Vi erano delle donne durante la guerra contro la Prussia, nella resistenza, negli ambienti letterari della Belle époque.. farle conoscere significa scrivere un’altra storia della Francia » ha spiegato Camille che ha già 4.000 abbonati sul suo conto Instagram.

A Parigi poi, secondo la mappa della città proposta da studenti dell’Ecole du Louvre, sono 130 le opere realizzate da donne : per vederle basta andare su internet e scoprire dove si trovano. Altrimenti ci si puo`rivolgere all’associazione Feminists of Paris che vende ai turisti (a pagamento) percorsi « dedicati »  al matrimonio. Non hanno bisogno di mappe o segnalazionii invece le case della pittrice Rose Bonheur o delle scrittrici Colette e Georges Sand, da sempre meta popolare di visitatori. Grazie alle ricerche sulle scrittrici di Aurore Evin  inoltresi rallegra anche che le sue ricerche sulle scrittrici si stanno riportando sulle scene opere teatrali dimenticate. Il turismo alla scoperta del matrimonio non é solo appannaggio francese ma sta diventando popolare anche in altri paesi europei come in Belgio dove l’architetta Apolline Vranken che propone un panorama femminista di architetti, urbanisti e di donne che operano nello spazio per delineare l’eredità storica, sociale e politica del ‘matrimonio’.

Secondo Marie Guerini, dell’associazione HF Ile de France,  il successo del « matrimonio »  è dovuto sia al fatto che «fa meno paura  del femminismo» perché si parla di donne del passato sia perché sarebbero sempre piò numerose le ragazze a reclamare modelli femminili.

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