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Mauro Falciani, “book hunter”: “Mucho Mojo? Una libreria, un club, un’idea” Breaking news, Cultura

Firenze – Libreria o scrigno di tesori, club o sede di incontri con alcuni fra i nomi più quotati del noir (e non solo) internazionale, Mucho Mojo, in via Giampaolo Orsini 21r a Firenze, si presenta come una delle novità in assoluto più intriganti nel panorama delle librerie indie e delle voci “fuori dal coro” che hanno sede in città.

Nascita recente (inaugurazione e apertura il 7 novembre scorso), Mucho Mojo, club e libreria, si sviluppa attorno ad un “master”, Mauro Falciani, da cui è scaturita la scintilla e l’idea, e ad un gruppo di persone con la vista lunga, che spazia oltre le “mura” fiorentine e nazionali, per andare a cercare anche altrove ispirazione e soprattutto, libri. Così, per capire di più e meglio di questo progetto ormai in solida attuazione, fra pile di libri da sistemare e chicche straordinarie (che comprendono edizioni prime, autori introvabili, cofanetti classici fuori catalogo, una sensazionale edizione dei Fiori del male, l’ultimo libro di Saul Black, al secolo Glen Duncan, autore britannico noto in Italia con titoli come 666. Io sono il diavolo (2002) o L’ultimo lupo mannaro (2011), che si materializzerà il 6 e 7 giugno proprio al Mucho Mojo) diamo vita a una serrata chiacchierata con il book hunter Falciani.

Una domanda inevitabile è, dopo aver curiosato fra scaffali e pile di libri: si tratta di una libreria di genere?

“Mi verrebbe da rispondere che si tratta di una libreria del “miglior genere”….. nel senso che è adatta agli amanti “del genere” ma vi si trovano anche tantissime cose che non rientrano nel “genere”. Diciamo che il nucleo è noir, horror, fantascienza. Del resto, gli unici clienti che “spendono”, e vale sia per tempo che per danaro, sono gli appassionati “del genere”. E d’altro canto, i migliori scrittori attuali rientrano nel “genere”. Il lettore “normale” preferisce e si trova meglio nelle grandi librerie di grande distribuzione, dove in realtà si va a dare “soldi ai soldi”. In realtà, chi viene a cercare le librerie indipendenti è perché vuole o trovare un libro particolare, o essere messo a conoscenza di libri nuovi, autori nuovi, case editrici magari piccole ma interessanti, alternative, sofisticate.

In un certo senso, deve avere un po’ l’animo del “cacciatore  di libri”. 

“Può essere così, anche se non è da escludere chi entra per dare un’occhiata, per gironzolare attorno agli scaffali, per sfogliare e curiosare. Il mio  motto è “vendere buoni libri senza vendermi l’anima”. Chi cerca buoni libri, li va a cercare ovunque si trovino. Per quanto mi riguarda, la mia offerta mette insieme usato (fra cui opere prime, edizioni particolari, autori fuori catalogo, ndr) e libri nuovi. In particolare seguo alcune case editrici indipendenti, fra cui  NN Editore, una casa milanese giovane (apre nel 2015) indipendente in modo “forte”, nel senso che propone autori come Kent Haruf e Tom Drury, molto noti al pubblico statunitense ma misconosciuti in Italia.

Ma come fa un librario indipendente a mettere a conoscenza il pubblico del lavoro che svolge, dei titoli che ha?

“Per quanto mi riguarda, le persone si mettono in contatto attraverso la rete, utilizzando Facebook oppure il sito della libreria, che però, sempre parlando di Mucho Mojo, è ancora in costruzione. Sono importanti anche i contatti che si prendono nel corso delle ricerche dei libri, i Saloni. Al Mucho Mojo sono giunti lettori-clienti da Torino, ad esempio, avevano visto su Fb quel che tenevo. Ma la preoccupazione costante del libraio indipendente è un’altra, e riguarda il futuro. Insieme alla sensazione di appartenere a una razza in estinzione”.

Il fatto che Mucho Mojo non sia solo una libreria ma un’idea attorno a cui si costruisce un mondo, spesso alternativo rispetto ai grandi circuiti ma in buona sostanza sempre vivo e gettato come un ponte oltre il futuro delle lettere, in una koinè che non ha confini, spaziali, temporali o di altro genere, risulta evidente quando si getta uno sguardo alle pareti della libreria, dove campeggiano i programmi degli incontri. Così, si scopre che fra i nostri autori nazionali, amati o contestati che siano, da quelli ben conosciuti come Francesco Recami a quelli che lo stanno diventando come Domenico Dara, la libreria è stata e sarà sede di incontri strepitosi, da Joe R.Lansdale a Brian Turner a Glen Duncan, che terrà anche un corso di scrittura.

Parliamo del Mucho Mojo Club, lo strumento attraverso cui vengono organizzati questi incontri. Come funziona?

“E’ semplice: esiste uno zoccolo duro di persone, appassionate e interessate a conoscere dal vivo gli autori, con cui abbiamo deciso di costruire il club. La tessera di iscrizione costa 50 euro annui, e, insieme alla tessera e al fatto di essere sempre aggiornato sul programma degli incontri, viene consegnato anche un libro di racconti che non si trova in commercio, pensato apposta per i soci, insieme ad un altro libro fuori catalogo, scelto da me in accordo con i gusti del socio.Una scelta di questi racconti è racchiusa in un altro libro, Mucho Mojo Club Racconti e può essere invece comperato in libreria. Nei 50 euro annuali della tessera rientrano le spese che si accompagnano alla venuta di un autore, dal biglietto del viaggio in aereo, agli spostamenti, al pernotto e pasti. Ma l’idea prevede anche una condivisione di questi autori  con altre librerie indipendenti, in modo da creare dei veri e propri tour che potrebbero anche estendersi al di là di Firenze e della Toscana. Potrebbe essere una scossa ottima, un modo di far girare cultura.

Come mai questa predilezione per gli autori stranieri, in particolare anglosassoni?

“Devo dire che non è che invito autori stranieri perché mi stanno antipatici quelli italiani. In realtà l’unica regola, oltre ovviamente all’interesse, dovrebbe essere avere autori simpatici e disponibili. Per fare un esempio, Joe Lansdale è venuto non solo gratuitamente, ma è rimasto per tre ore e mezzo a firmare copie dei suoi libri. Alla fine ha detto: “Ringrazio tutti i miei lettori, perché senza di loro non sono niente”. Insomma, penso anch’io che essere disponibili verso i propri lettori sia un dovere. Per quanto riguarda la provenienza, ribadisco che non è ovviamente un problema. Mi piacerebbe far venire autori scandinavi, spagnoli, ecc, magari organizzando un bel tour delle librerie indie di tutta Italia, con una condivisione delle spese di viaggio, poi ognuno potrebbe prendersi cura dell’autore sul proprio territorio. Spesso sono proprio le piccole case editrici, quelle più coraggiose, a fare la differenza: ad esempio, Turner è venuto a Firenze gratuitamente”.

Ecco il programma dei prossimi incontri, nella sede di Mucho Mojo, via Giampaolo Orsini, 21r, Firenze

6-7 giugno, Glen Duncan (Saul Black) presenta La Lezione (Mondadori, collana Omnibus) dalle 21 alle 23; il giorno dopo, corso di scrittura creativa, dalle 20,30 alle 23,30. A introdurre e tradurre: Seba Pezzani, traduttore d’eccezione con un curriculum da fare impallidire.

13 giugno, il “Master of Disaster” Alan D. Altieri, autore della Trilogia di Magdeburg oltre ad altri fortunatissimi libri (è stato anche direttore editoriale di Mondadori, collaboratore con varie mansioni di Dino de Lurentiis, sceneggiatore di film per cinema e tv, fra quest’ultimi ricordiamo la miniserie in due puntate de La Uno bianca, oltre ad essere un grande e riconosciuto traduttore). Presenterà la sua ultima opera, Magellan

17 giugno, in occasione della Notte Bianca delle Librerie, saranno ospiti di Mucho Mojo Francesca Bertuzzi, Alessio Romano, Pietro Caliceti. Previsioni temporali: si staziona in libreria fino a notte fonda.

Infine, il 22 giugno, Alessandro Berselli che presenterà il suo libro “Le siamesi”. La stagione di luglio poi, assicura ancora Mauro Falciani, sarà altrettanto “calda”.

Foto di Sebastiana Gangemi

 

 

 

 

 

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