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Meccanica: l’industria toscana chiede nuovo contratto e formazione Economia

Poggibonsi -Riunione della sezione meccanica di Confindustria Toscana Sud l’Associazione che rappresenta il tessuto industriale di Arezzo, Siena, Grosseto presso la sede dell’azienda S.E.A. Spa a Poggibonsi.  Tanti gli imprenditori presenti per parlare del futuro delle industrie. Temi centrali, la produzione, il rinnovamento contrattuale, welfare e formazione. Ne parla ilpresidente della sezione meccanica Confindustria Toscana Sud Gabriele Moretti

Presidente qual’è la situazione attuale della produzione metalmeccanica?
La situazione della produzione Metalmeccanica Italiana è equiparabile a uno scenario postbellico, tante imprese hanno perso competitività tante hanno chiuso e tante stanno affrontando dolorosi processi di ristrutturazione dei costi con conseguente perdita di posti di lavoro. E’ difficile competere contro aziende estere che non subiscono la stretta del credito che abbiamo subito noi in Italia in questi anni, oltre ad un regime fiscale quasi insostenibile ed a una burocrazia a dir poco complicata. Al giorno d’oggi fare impresa in Italia è sempre più difficile e ci si sente più eroi che imprenditori. Solo chi ha la forza di investire in ricerca e sviluppo e in rinnovamento nei processi riesce ad emergere e a sopravvivere.
Si è parlato molto della proposta di rinnovamento contrattuale, perché è necessario un rinnovamento?
Il rinnovamento oggi è quantomeno fondamentale se non addirittura obbligatorio. Il mondo è cambiato e corre veloce, solo tramite rinnovamento, flessibilità e rottura di vecchi schemi è possibile rilanciare il settore industriale italiano spesso trascurato ma che è indiscutibilmente la spina dorsale economica e non solo del nostro paese.
Durante la riunione una grande attenzione anche ai profili legati al welfare …
welfare deriva dalla locuzione verbale to fare well, letteralmente “passarsela bene, andare bene” ed equivalente all’italiano benessere, perciò se un lavoratore sta bene ottimizza il rendimento e tutta l’azienda ne beneficia. Tutte le azioni per migliorare il benessere dei collaboratori migliorano le performance dell’azienda e non si pensi solo a benefici economici, ma agli “intangibles” che spesso risultano essere assai più importanti.
Abbiamo molti esempi di questo genere adottati nelle aziende italiane che si distinguono nel mondo, dobbiamo quindi portare questa cultura anche nelle piccole imprese.
La formazione quanto è importante ?
Fondamentale! Con la formazione si elevano i livelli di conoscenza dei nostri collaboratori e si migliorano le performance aziendali. Purtroppo la nostra scuola spesso è ancora radicata su vecchi programmi ministeriali che non sono più attuali. È importantissimo per ogni imprenditore investire nella formazione del proprio personale.
Secondo il Sole 24 ore 7 aziende su 10 in Italia non hanno ancora fatto nulla o quasi per formarsi, attrezzarsi e capire come declinare l’«Industria 4.0» nella propria realtà di Pmi. Qual’è invece la situazione delle aziende del nostro territorio? E quali prospettive a breve termine?

Anche le aziende del nostro territorio soffrono una certa impreparazione se si parla di azienda 4.0 ed hanno difficoltà ad applicarne i moduli, ma considerando che hanno o stanno superando la crisi, le aziende virtuose avanzate e ben organizzate, non avranno difficoltà a migliorarsi adottando queste novità e sapranno competere sugli scenari internazionali. Molti dicono che gli imprenditori di oggi sono rimasti con il cerino in mano, come ha citato il Direttore di Federmeccanica Franchi durante il nostro incontro, ma sono certo che sapremo trasformare il cerino in una grande fiamma che illuminerà il futuro di un’Italia migliore.
Foto: Gabriele Moretti
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