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Medicina di difesa: quando va in crisi il rapporto medico-paziente Opinion leader

Prato – Parlare del fenomeno medicina di difesa non è semplice perché si tratta di un fenomeno nuovo di questi anni, anni in cui da un lato le persone sono sempre più consapevoli dei propri diritti e li chiedono ma anche difettano nel considerare i propri doveri. Tre sono i termini intorno a cui riflettere parlando di medicina di difesa:

Professionalità,  Responsabilità e Limite.

Professionalità è la scommessa del momento storico attuale, in cui ci rendiamo conto che nel passato era carente, e questo in molte categorie, fra cui quella della magistratura che deve fare i processi e dei consulenti tecnici che la consigliano. Ovviamente quella dei medici e’ la professionalità che viene in discussione, la loro capacità di uscire dall’atomizzazione dell’uomo per osservarlo nel suo complesso superando la visione esclusivamente cartesiana ed aprendosi a visioni più complesse.

Professionalità anche come capacità di relazione del medico con il paziente fuori da ogni atteggiamento arrogante o supponente ma su un piano di parità. Questo è stato quasi sicuramente l’elemento che ha dato più adito alla nascita delle richieste di risarcimento che hanno portato alla medicina difensiva.

Dal lato opposto esiste la Responsabilità della propria vita, responsabilità che le persone evitano.

Ognuno di noi dovrebbe conoscersi e sapersi gestire ma per lo più invece le persone affidano la propria salute ad esterni, come il medico, affidando a lui la responsabilità della propria vita, come se non fosse cosa loro. Quindi in caso di errore di una medicina non esatta come niente lo è sono pronti a scagliarsi contro il capro espiatorio di turno.

Sul terzo lato del triangolo sta il senso del limite.

Senso del limite significa sapere quali sono i propri diritti ma anche i propri doveri, sapere che se abbiamo dei diritti abbiamo anche doveri come quello di lealtà verso chi si prende cura di noi quando siamo malati e chiediamo aiuto.

Fa parte dell’essere responsabili di se stessi, della propria vita.

Oggi si susseguono denunce di colpe mediche la cui fondatezza sussiste solo in pochi casi, essendo la maggioranza sistemi per avere soldi o anche sistemi per attribuire a altri le responsabilità per le proprie vicende.

Ciò ha generato la medicina di difesa, cioè il fenomeno per cui sempre più spesso i medici si preoccupano di difendersi da errori e conseguenti denunce che di curare il paziente, con conseguente aumento di analisi e spese sanitarie anche inutili.

Foto: www.scienzemedicolegali.com

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