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Mediterraneo Downtown, il mare del contrasto e dello scambio deve farsi “ponte” Cultura, Società

Prato – Il Mar Mediterraneo occupa una posizione geografica che ne fa la cerniera di tre grandi continenti (Asia, Africa ed Europa) in cui convivono le tre importanti religioni monoteiste,insistono culture diverse e,la conseguente attitudine allo stare insieme e allo scambio continuo, ma anche al contrasto, ne attesta  la sua ricchezza e vitalità. Infatti,la storia insegna che laddove c’è scontro tra modi differenti di pensare,e dunque possibilità di sintesi, non solo c’è  tolleranza per il diverso, ma nasce nella comunità  un senso di appartenenza e di solidarietà.

Negli ultimi anni stiamo assistendo a un ampliamento dell’area mediterranea sempre maggiore grazie ai flussi migratori,che deve essere interpretato e vissuto dai Paesi continentali che gravitano intorno al “mare nostrum”,come una risorsa e un’opportunità, per ricreare il più possibile condizioni favorevoli per uno scambio di identità culturale e  plurale,nuova,proponente e variegata al fine di neutralizzare gli opposti fondamentalismi,che si affacciano con prepotenza minando la convivenza pacifica dei popoli.

“Un mare che anziché unire”- così a Stamp il vicesindaco di Prato e assessore alle politiche migranti Simone Faggi – pare alzare nuove barriere tra la nostra e le altre sponde, perché è prevalsa la paura a causa dei fondamentalismi religiosi che hanno fatto crescere la diffidenza verso chi scappa dal proprio paese in guerra, o perché perseguitato e chiede asilo in Europa.

Oggi il Mediterraneo pare abbia subito di fatto un’involuzione, da aperto e di opportunità di crescita,a testimone di ingiustizie, barbarie con il rischio di riportare  l’umanità intera indietro di secoli e di negare la speranza del futuro dei popoli che vi si affacciano”.

“Questo avviene anche perché – continua  il vicesindaco Faggi – i paesi Nord-occidentali sembra non tengano conto della complessità del Mediterraneo, attualmente  visto come una lontana realtà  periferica, dimenticandone, invece, la centralità culturale che ha avuto invece nella storia europea e dell’occidente,identificandolo più per i suoi problemi e conflitti che per le grandi potenzialità, e le opportunità che invece potrebbe offrire.”

 E oggi più che mai il Mediterraneo è sempre di più un mare vivo e “in movimento”,nel rispetto della sua tradizione storica fortemente caratterizzata da “fughe”  migratorie,da invasioni, da conquiste,guerre e  battaglie.

È il mare attraversato da Ulisse,l’eroe acheo che,al desiderio della scoperta,uní il bisogno di approdare alla terraferma,e dunque ecco spiegato in un certo senso la qualità intrinseca dell’uomo del mediterraneo che vive da un lato il desiderio di esplorare per soddisfare la sua voglia di conoscenza di mondi nuovi,dall’altro il richiamo alla casa,e al focolare domestico.

La cultura mediterranea  ha dunque, nonostante tutto,ancora delle cose da dire al mondo purchè si lavori insieme,nel valorizzare la formazione umana e professionale delle singole espressioni artistiche che gravitano intorno a questo mare, con l’obiettivo  di costruire ponti di dialogo,di unire voci diverse anche quelle complesse.

Solo cosí , infatti, si potranno recuperare e  una nuova autonomia  culturale e i valori propri  della “mediterraneità”,che si manifestano nell’apertura al prossimo,nella convivenza pacifica tra i popoli con usi e costumi diversi,nella salvaguardia delle culture meno conosciute , in un profondo rinnovamento della conoscenza che  è il  vero antidoto contro ogni tipo di fondamentalismo.

Questo il senso della manifestazione  Mediterraneo DownTown, il 12 novembre prossimo,presso il Teatro Metastasio di Prato,una giornata di dibattiti con giornalisti,esperti,scrittori, intellettuali, artisti, attivisti ed economisti provenienti dai paesi delle sponde che si affacciano sul Mare Mediterraneo. Interverrano inoltre: Enrico Rossi, presidente della Regione Toscana, Matteo Biffoni, sindaco di Prato,che ha detto:”Mediterraneo downtown è un momento di riflessione su quelle che sono le dinamiche,le novità e i percorsi di vita di tante persone che si incontrano nelle città di oggi”, Don Luigi Ciotti, fondatore di Libera e Giorgio Menchini, presidente COSPE,un’anteprima di quella che sarà a Prato,l’iniziativa di più giorni prevista  nel mese di maggio 2017 .

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