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Meeting antirazzista, Rossi: “Stop retorica, azioni concrete” Cronaca, Società

Firenze – “Un patto per l’accoglienza tra l’associazionismo e la cooperazione sociale, gli enti locali e con il governo per dare una soluzione ad un problema che non esiste, i migranti; in Toscana meno di 9mila rispetto a 3milioni e 700mila abitanti, una percentuale bassa, bassissima, che può diventare una risorsa se smettiamo di pensare di trattare con insetti invasori da comprimere in campi di falsa accoglienza e non con persone”. Lo ha proposto il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, al Meeting antirazzista dell’Arci in corso da ieri a Cecina  fino al prossimo 17 luglio.

Il governatore toscano Enrico Rossi ha un  messaggio urgente da inviare, dal palco molto noto del meeting antirazzista di Cecina. “Il modello toscano dei piccoli insediamenti ha dimostrato di funzionare dopo che in tanti ci hanno riso su – ricorda Rossi – se i prefetti anche qui intendono invece requisire caserme vuote o campeggi e creare mega centri di raccolta, facciano, non posso impedirlo, ma resto fortemente contrario. E’ tutto un sistema normativo e culturale che va cambiato, perché è costruito sulle nostre esigenze, non su quelle delle persone che arrivano e si trovano trattate come bambini cui va fornito tutto. Al contrario, sono persone con un bagaglio di esperienze e di culture che possono portare un contributo di operatività qui da noi se sappiamo inserirle”.

E proprio la necessità di agire in concreto, respingendo la retorica del semplice salvataggio, è il cuore dell’intervento del presidente della Toscana, che ricorda anche di avere scritto al ministro Alfano, nell’ottobre scorso, senza aver mai ricevuto risposta. “Non è semplicemente un problema di buona creanza, che esiste, ma di avere la volontà di cercare davvero soluzioni fuori dalla retorica del semplice salvataggio. Dobbiamo creare strumenti di legge che consentano di agire a livello locale, altrimenti si rischia solo di alimentare la palude del rifiuto dove nuota chi vuole solo alimentare razzismo e violenza, una guerra tra poveri che aiuta solo chi detiene il potere. Tutto questo ha un nome: fascismo. La sinistra deve essere capace, per sentirsi davvero tale, di organizzare sistemi efficienti e dare risposte concrete”.

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