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Memoria: docufilm su Enrica Calabresi, una scienziata ebrea Cinema

Firenze – Un appuntamento da non perdere domenica 27 Gennaio, alle 17, al Cinema “La Compagnia”, in via Cavour, 50 rosso. In occasione della  “Giornata della Memoria” si potrà assistere alla proiezione del film “Una donna. Poco più di un nome” della regista e attrice Ornella Grassi.

Il docufilm racconta la vita di Enrica Calabresi, una scienziata ebrea. “Una grande scienziata – spiega la regista – una zoologa, che si laurea giovanissima e lavora prima alla Specola e poi all’Università di Agraria di Pisa”.

“Nata nei primi anni del 900 – continua Ornella Grassi – quando di donne all’Università ce n’erano assai poche, riesce a diventare segretario della società entomologica italiana. Donna colta. Pubblica anche in inglese e conosce il francese e il tedesco. Tra le sue allieve anche Margherita Hack che la ricorda nella sua autobiografia. Ma ci sono due guerre a mettersi in mezzo. La prima dove perde il fidanzato, Giovanni De Gasperi, speleologo, botanico, esploratore, che come lei frequenta la Specola, che muore nel 1916 e che porterà la scienziata alla prima crisi. Enrica lascia l’Università per due anni e va a fare l’infermiera al fronte. E poi la seconda guerra, con le leggi razziali. Sbattuta fuori dall’Università, Enrica Calabresi insegnerà alla scuola ebraica di via Farini. Rifiuterà sempre di nascondersi anche perché non vuole che altri rischino la vita per lei”.

“Avrebbe potuto salvarsi – conclude Ornella Grassi – avrebbe potuto rifugiarsi in Svizzera come fece il fratello con l’altra sorella ma lei resta a Firenze. Una donna coraggiosa. Sola e ebrea nella Firenze fascista e nazista. Una donna dignitosa Viene catturata, portata a Santa Verdiana, dove si toglie la vita avvelenandosi prima di partire per Auschwitz”.

Attraverso materiale d’epoca, scorre, nel film, la vita di Enrica, prima a Ferrara, poi a Firenze e Bologna dove ancora oggi si trova la casa di famiglia dei Calabresi e dove vive, ormai novantenne, l’amato nipotino Francesco, prezioso e lucido testimone.

Il film prevede parti di fiction, parti documentali sulla vita in guerra, sulle leggi razziali e testimonianze di persone che hanno vissuto in quel terribile periodo, della nipote del direttore del carcere di Santa Verdiana, di scienziati della Specola e di Pisa, di Udine e della famiglia Calabresi e dello scrittore Paolo Ciampi che su di lei ha scritto un libro

“Una donna. Poco più di un nome”, dunque, non è un semplice documentario giornalistico ma un film che, attraverso il coinvolgimento emotivo di immagini e musiche, riesce a toccare il cuore dello spettatore e fa capire tutto l’orrore delle leggi razziali. Inoltre, attraverso la vita di Enrica Calabresi, viene raccontata anche la storia di Firenze di quegli anni.

Il film si chiude con immagini di speranza.

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