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Memoria: Giorgio Nissim, eroe toscano che salvò centinaia di vite Cultura

Firenze – In occasione della Giornata della Memoria, il 27 gennaio prossimo, si parla di Giorgio Nissim, nato a Pisa da famiglie ebrea di Livorno, che negli anni della feroce occupazione nazifascista salvò centinaia di vite umane dalla deportazione nei campi di sterminio e la morte. Ed è una scelta interessante quella che il quotidiano La Nazione ha fatto per contribuire ai giorni della riflessione sull’Olocausto, l’evento più tragico e disumano della seconda guerra mondiale: il quotidiano storico della Toscana distribuisce in questi giorni il libro di Alfredo De Girolamo “Giorgio Nissim, una vita al servizio del bene” pubblicato dalla Giuntina con il contributo della Banca di Cambiano.

Interessante il taglio che i protagonisti dell’iniziativa hanno sottolineato oggi nel presentarla ai ragazzi delle scuole nell’auditorium della Nazione. “Storia di un pezzo della Toscana di quel periodo in cui tanti si dettero da fare a rischio della vita”, ha detto Eugenio Giani, presidente del Consiglio regionale. Nissim rappresenta, infatti, una figura emblematica del senso di solidarietà, di alta qualità delle relazioni umane che è propria della gente della nostra regione. “Il coraggio di un solo uomo non sarebbe mai bastato – ha detto Daniel Vogelmann fondatore della casa editrice Giuntina – senza la solidarietà e l’aiuto materiale di tante altre persone buone, semplici cittadini e uomini di Chiesa”.

Rimasto da solo a guidare l’organizzazione clandestina Delasem, la rete che assisteva gli ebrei in fuga, dopo l’arresto in massa dei suoi vertici, Nissim si dedicò completamente alla missione di mettere in salvo quanti più correligionari poteva con l’aiuto di parroci e comunità religiose sparse per tutto il territorio occidentale della Toscana. Si parla di più di 800 persone sottratte alla furia omicida dei nazisti e dei repubblichini.

Altri eroi come lui dettero altrettante testimonianze di impegno per la causa giusta, dalla parte dei perseguitati. Per esempio Gino Bartali, citato fra gli altri dal direttore della Nazione Pier Francesco De Robertis, che recapitava salvacondotti e documenti falsi ai centri di assistenza agli ebrei nascondendoli all’interno dei tubolari della sua bicicletta nelle lunghe sedute di allenamento. Solo alla fine degli anni 90 venne fuori questo contributo che Bartali dette perché il male non trionfasse e il 7 luglio 2013 fu Yad Vashem lo riconobbe come “Giusto fra le Nazioni”.

A conferma dell’altezza morale di coloro che rischiavano la vita gratuitamente senza aspettarsi nessuna medaglia e unicamente per solidarietà umana, anche la figura di Giorgio Nissim è emersa completamente solo negli ultimi anni. Lo stesso De Girolamo se n’era occupato quando scrisse un libro alla fine del 2014 su “Gino Bartali e i Giusti toscani”. Il figlio di Nissim, Piero, prese contatto con lui e gli fece leggere il diario del padre che è alla base dell’opera diffusa in questi giorni. Giornalista e scrittore, oltre che presidente di Confservizi Cispel Toscana, De Girolamo ha scritto il libretto che si legge d’un fiato con uno stile narrativo accattivante, come un romanzo nel quale le vicende sono realmente accadute.

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