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Menarini, prorogato accordo integrativo per 3700 dipendenti Economia

Firenze –  Buone notizie dalla Menarini è stato prorogato l’accordo integrativo per 3700 dipendenti. L’accordo stipulato nel 2016 tra i rappresentanti delle 17 aziende del gruppo, riguarda tutti il personale che lavora all’interno del gruppo tra cui 900 persone che lavorano a Firenze tra sede, unità produttiva e ricerca.

Salute e sicurezza, formazione, ferie, premio di partecipazione e welfare: sono i temi dell’accordo.

“L’accordo integrativo – fanno sapere dalla Femca Cisl nazionale – conferma quanto di buono è stato già ottenuto per i dipendenti del Gruppo, attraverso un confronto serio e costruttivo con l’azienda. L’innovazione, attraverso la ricerca e lo sviluppo di nuovi farmaci, e la crescita del Gruppo sono i capisaldi del testo, che fanno di Menarini, che è il primo gruppo farmaceutico italiano nel mondo, un esempio per quanto riguarda le relazioni industriali e il rapporto con le organizzazioni sindacali”.

Nel testo è previsto che le relazioni industriali di sito si occupino principalmente di problematiche locali, e cioè di flessibilità, orario di lavoro, turni ed organizzazione del lavoro.

Ruolo importante viene conferito anche alla formazione  come strumento utile a mantenere alta la competitività dell’azienda grazie all’attuazione di progetti formativi, finanziati dai fondi interprofessionali.

“In materia retributiva – si legge in una nota della Cisl Toscana –  si ricorda che l’accordo ha stabilito che il premio di partecipazione venga calcolato esclusivamente su due paramenti: la redditività e la produttività. L’importo del premio di produttività è pari a 1.200 euro, senza essere assoggettato a rivalutazione”.

“Le parti torneranno a riunirsi a partire da ottobre per continuare il confronto sulla definizione di un nuovo accordo di secondo livello di gruppo, che deve far avanzare le relazioni industriali, il welfare e il salario di produttività per migliorare le condizioni dell’azienda e dei lavoratori. Obiettivo delle parti – conclude la Femca – è di chiudere il confronto entro il 2019, in modo tale che la parte normativa ed i miglioramenti possano entrare in vigore nel 2020”.

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