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Meno costi di consumo e incentivi: i vantaggi del riscaldamento a biomasse legnose nelle serre My Stamp, Pistoia

Presentate il 30 giugno a Pescia le opportunità a disposizione delle aziende floricole, grazie a una filiera del legno già sviluppata. Con cippato e pellet minori costi consumo dal 30% al 60% rispetto al gasolio agricolo e con gli incentivi in 5 anni si copre dal 50% al 100% dell’investimento per l’impianto di riscaldamento. Il presidente di Cia Pistoia Orlandini: «per i produttori di fiori i vantaggi della caldaia a biomasse legnose sono altissimi e ci sono decine di esperienze positive nella provincia di Pistoia e in Versilia. Se poi arriverà la cumulabilità con i contributi del Psr evocata da Aiel, sarà una convenienza assoluta». Per il presidente di Aiel Brugnoni dare impulso alla filiera del bosco in Toscana significa aiutare anche la filiera floricola. Il coordinatore del Gie Florovivaismo di Cia, Chiti: «grandi opportunità per le aziende florovivaistiche, continueremo la divulgazione su tutto il territorio nazionale».

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In una serra di 5 mila metri quadri che consuma 86 mila litri annuali di gasolio, se investo 400 mila euro per progettazione, acquisto e messa in funzione di un impianto di riscaldamento a cippato da 500 kW, posso rientrare in 5 anni del 75% sull’investimento fatto. Grazie a 38.700 euro di risparmio annuo sul combustibile e ai 21 mila euro all’anno per 5 anni di contributo del Conto Termico, uno dei sistemi di incentivazione a disposizione di imprese e non solo. Tutto questo se il gasolio costa 80 euro a MWh (megawatt all’ora) e se il cippato si trova a 35 euro a MWh, cioè a 120 euro a tonnellata (ma nel pistoiese si trova a meno: 80 euro a tonnellata).
E’ solo uno degli esempi illustrati da Valter Francescato, direttore tecnico di Aiel, l’Associazione italiana energie agroforestali della galassia Cia, ai numerosi floricoltori della Valdinievole accorsi il 30 giugno alla Banca di Pescia per l’incontro sul tema “Efficientamento e riscaldamento a biomasse per le serre” (vedi allegato). Appuntamento a cui sono intervenuti anche l’assessore regionale all’agricoltura Marco Remaschi e il sindaco di Pescia Oreste Giurlani, oltre a vari esponenti di Cia e Aiel. Ma nel corso dell’incontro si è parlato anche di investimenti di altra entità (minore o maggiore) e soprattutto delle varie possibilità a disposizione delle imprese (sia in termini di biomassa che di tipologia di incentivo) e di come sceglierle, magari proprio con l’aiuto degli esperti di Aiel. In generale, come riportato in un documento di Aiel (vedi allegato), si può dire che con le biomasse legnose si risparmia di consumo dal 30% al 60% rispetto al gasolio agricolo e che, se aggiungiamo gli incentivi di legge (Conto termico o Titoli di efficienza energetica), in 5 anni si copre dal 50% al 100% dell’investimento per un moderno impianto di riscaldamento automatico a cippato o a pellet.
«Noi – ha precisato il presidente di Aiel Domenico Brugnoni – diamo un supporto di innovazione e di conoscenza e questa è la più grossa forma di sicurezza per l’imprenditore che deve decidere di fare l’investimento». Per Brugnoni «rilanciare fortemente filiere locali del bosco in Toscana, che è boscata per il 50% del territorio, è dare un aiuto sulla competitività delle aziende, che in questo momento, per la maggior parte, utilizzano combustibili fossili». Un modo per aiutare due filiere insieme, dunque.
Argomento rincarato dal presidente di Cia Pistoia Sandro Orlandini, che ha dichiarato: «sono investimenti abbordabilissimi e si può rientrare in pochi anni anche senza gli incentivi del Conto Termico o i Tte (Titoli di efficienza energetica) o certificati bianchi. Tanto più che, se l’investimento è remunerativo già con un prezzo del cippato intorno a 120 euro a tonnellata, qui da noi in toscana siamo su un prezzo di 80 euro a tonnellata. E poi bisogna considerare il prezzo del gasolio è vicino a un minimo storico e comunque volatile, mentre il cippato ha mantenuto prezzi costanti nel corso degli ultimi dieci anni, quindi il differenziale potrebbe aumentare in futuro». «Per le serre e in particolare il fiore reciso – ha aggiunto Orlandini – la caldaia a biomasse legnose ha una convenienza molto alta. Ci sono ormai decine di esperienze nella provincia di Pistoia e anche in Versilia di aziende che si riforniscono di cippato e sono veramente contenti». «Se poi si concretizzerà davvero la possibilità, evocata in questo incontro dagli esponenti di Aiel, di cumulare i contributi da Conto Termico o Tte con quelli del Programma di sviluppo rurale (cosa non possibile adesso) – ha concluso Orlandini – la biomassa legnosa arriverà a una convenienza assoluta».
«L’indicazione di carattere generale per le aziende floricole della Valdinievole, anche se poi va contestualizzato – ha spiegato Rico Farnesi, di Esco Agroenergetica, società di servizi energetici promossa da Cia e Aiel per fornire il supporto tecnico-economico in materia di fonti energetiche rinnovabili ed efficienza, non solo a biomasse – è che l’utilizzo della biomassa, in particolare del cippato, mantiene, nonostante il minimo storico del gasolio, un alto differenziale di costo: da 55 euro a MWh per il gasolio ai 25 MWh del cippato, che è un risparmio consistente, del 50%». «Lo strumento migliore di incentivazione, ora come ora – ha aggiunto Farnesi – è probabilmente, soprattutto in questa zona climatica dove le ore di lavoro della caldaia non sono elevatissime, il conto termico, perché è un contributo non influenzato dal lavoro della caldaia, ma fisso». E ci sono vantaggi anche nel caso di piccole serre e piccoli impianti? «C’è molta variabilità – dice Farnesi -, che dipende da tanti fattori, per cui in una serra piccola da mille metri quadrati il gasolio consumato, a seconda anche dell’essenza coltivata, potrebbe variare da 5 mila litri a 25 mila litri. Quindi il risparmio potrebbe essere da un tot a cinque volte quella somma. Quindi il consiglio è di rivolgersi, prima che a chi costruisce caldaie, a un progettista che possa dare le informazioni adeguate per capire prima se ha senso fare l’investimento e, se ha senso, come farlo».
Per Marino Berton, direttore generale di Aiel, «se noi vogliamo fare impresa dobbiamo imparare a gestire la complessità, il che non vuol dire complicarci la vita ma imparare a capire tutti gli elementi necessari per essere competitivi. Dobbiamo usare tutti gli strumenti e questo dell’energia è un pezzo, non è l’unico. Ma se noi abbassiamo i costi dell’energia, siamo più competitivi. Oggi abbiamo provato a fare dei ragionamenti in questa direzione. Ci sono più strumenti: c’è il conto termico, ci sono i certificati ecc. Ma anche sull’energia elettrica e sull’illuminazione a led si possono fare dei risparmi, se siamo in gamba. O ad esempio con il deumidificatore israeliano che consente di avere meno patologie sulle piante: un investimento di circa 30 mila euro che si ammortizza in 2/3 anni. Questo è il futuro dell’imprenditoria. Un pezzo importante della riduzione dei costi di produzione è sul fronte energetico».
«Come presidente del Gie (gruppo di interesse economico, ndr) floricolo nazionale della Cia e quindi come rappresentante dei floricoltori italiani della Cia – ha tirato le somme Roberto Chiti -, credo di poter dire che, in virtù delle innovazioni tecnologiche che ci sono state negli scorsi anni, si sono aperte importanti opportunità per le aziende agricole. Quindi la promessa è di continuare l’opera di informazione e di coinvolgimento degli agricoltori non soltanto a Pistoia ma su tutto il territorio nazionale. Aiel è una grande realtà della Cia: è una realtà che negli anni a venire offrirà grandi opportunità di risparmio ed efficientamento energetico».
Per ulteriori informazioni, contattare gli uffici di Cia Pistoia (referente Aiel Carlo Franceschi) o scrivere direttamente alla mail: ricofarnesi@gmail.com.

Fonte: ufficio stampa di  Cia Pistoia

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