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Mense scolastiche, i genitori: “Se i bambini non mangiano, un problema c’è” Breaking news, Cronaca

Firenze – E’ senz’altro vero: gli appalti che riguardano le mense scolastiche fiorentine devono fare i conti con alcuni, irrinunciabili standard prescritti dalla Regione Toscana e dai Comuni, fra cui cibi a chilometro zero per quanto possibile, alimenti biologici, quantità che si attengono alle prescrizioni degli esperti, varietà del menù che risponde alle migliori disposizioni nutrizionali. Però … però, se i bambini non mangiano e un buon 80% in media finisce nella spazzatura, qualcosa, negli uffici responsabili, bisognerà pur chiederselo. E’ questo il ragionamento, semplice eppure pieno di buon senso, che hanno fatto i genitori delegati al controllo della mensa scolastiche sul territorio, che hanno lanciato il problema. Problema che è finito sulla scrivania del dirigente e che a tutt’oggi non ha ricevuto risposte, se non un richiamo forte e dovuto agli standard seguiti dall’amministrazione nell’aggiudicazione degli appalti e nella somministrazione del servizio

Tuttavia, i genitori non si danno per vinti, perché, come scrivono nella lettera inviata agli uffici, il fatto che i bambini non mangino il cibo della mensa fa emergere almeno due aspetti: da un lato, il fatto che i piccoli alunni proseguono la loro attività senza l’apporto  nutrizionale giusto, e dall’altro lo spreco del cibo, peraltro pagato dai genitori tramite il bollettino della mensa. Così, alla lamentela sulle modalità della cucina (segnaliamo che ormai si tratta di servizi del tutto esternalizzati) si aggiungono anche altre criticità, fra tutte quella del “giro” che compiono gli alimenti, già cotti e tenuti al caldo, prima di arrivare sulle tavole dei bambini. Un “giro” che tuttavia non dovrebbe essere così complicato e lungo, ma che spesso sfora gli orari previsti, andando a complicare ulteriormente l’andamento delle attività pomeridiane dei piccoli alunni e del personale insegnante. Senza contare che il “riposo” al caldo dei cibi spesso non giova al sapore del cibo stesso.

Insomma sta di fatto che intanto si sta ventilando a breve  un incontro fra genitori, sindacati, insegnanti e alcuni consiglieri comunali, per dialogare sulla questione. Un confronto che dovrebbe vedere anche l’emergere di proposte per la risoluzione del “problema mense” sul territorio, sia per quanto riguarda gli aspetti di “appetibilità” dei cibi, per evitare lo spreco alimentare, sia per cercare di risolvere le criticità più tecniche, in primis i ritardi. Sia anche, infine, per mettere sotto la lente il sistema delle esternalizzazioni dei servizi pubblici e del loro rispetto degli standard qualitativi previsti da contratto di appalto.

 

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