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Mercato del lavoro: carenza di profili richiesti dalle aziende Economia

Firenze – In Toscana la programmazione degli ingressi nel mondo del lavoro, per il 2018, ammonta a 303.140 unità, indipendentemente dalla forma contrattuale. Secondo il rapporto Excelsior di Unioncamere, che è stato presentato questa mattina a Palazzo Strozzi Sacrati, sede della Presidenza della Giunta regionale, il 60 per cento delle imprese toscane, nel 2018, ha messo in programma l’assunzione di almeno un dipendente. Il 27 per cento di queste assunzioni riguarda la fascia giovanile.

Ma vi è anche un altro dato che deve far riflettere. Nel 28 per cento dei casi, infatti, il personale da assumere, da parte di imprese ed aziende, è ritenuto di difficile reperimento, mentre a livello nazionale il dato del difficile reperimento è del 26 per cento.

A livello italiano emerge un forte disallineamento tra domanda e offerta di lavoro. Dei 4 milioni 500 mila contratti che il sistema produttivo aveva intenzione di stipulare nel 2018, il 26 per cento è stato ritenuto non facile da trovare, che diventa 28 per cento nel caso degli Under 30.

Una percentuale che sale addirittura al 62 per cento per gli specialisti in scienze informatiche, fisiche e chimiche, al 45 per cento per i tecnici informatici, al 43 per cento per gli operai metalmeccanici ed elettromeccanici. Sono invece in aumento le richieste di profili con competenze digitali, multimediali e green.

Il dato toscano è in linea con quello nazionale. In particolare, per quanto riguarda la Toscana il 28 per cento dei profili di difficile reperimento, riguarda soprattutto le professioni scientifiche e con elevata specializzazione, dove si arriva al 43,6 per cento.

Quasi il 39 per cento riguarda gli operai specializzati e le professioni manuali. La programmazione delle entrate nel mondo del lavoro, risperto al 2017, è passata da 280 mila a 303 mila, con un incremento di poco meno dell’8 per cento.

La provincia toscana dove si ha maggiore difficoltà di reperimento è Firenze. Si tratta di una difficoltà che riguarda in modo trasversale i differenti mestieri e le diverse professioni. In provincia di Firenze un’assunzione su tre è di difficile reperimento.

I settori che prevedono più entrate nel mercato del lavoro toscano, in ogni caso, sono quelli dei servizi turistici e della ristorazione, con gli addetti alla ristorazione come categoria professionale più richiesta. Positivo anche il trend nel settore del commercio e delle vendite di vario genere. Le lauree che offrono maggiormente possibilità d’impiego, in Toscana, sono quelle im ambito ingegneristico ed economico.

La programmazione 2018 della piattaforma Excelsior prevede il 23,9 per cento di lavori in cui il genere femminile è ritenuto più idoneo, contro il 20,9 per cento della media italiana e il 43 per cento in cui il genere è ugualmente adatto contro il 41,3 del dato nazionale.

Per avere un quadro comparativo a livello nazionale, in ogni caso, va evidenziato che nel 2018 le entrate programmate dalle imprese dell’industria e dei servizi sono state pari, in Italia, a circa 4.554.000 unità, comprensive di tutte le forme contrattuali.

E che, tra le caratteristiche qualitative più rilevanti, secondo il rapporto Excelsior, emerge un significativo incremento della difficoltà di reperimento, che secondo la media nazionale interessa il 26 per cento di tutte le figure richieste, cinque punti in più rispetto al 2017, nonché un innalzamento del livello professionale delle entrate.

“L’emigrazione dei giovani toscani all’estero – ha commentato l’assessore regionale alla formazione Cristina Grieco – è un disastro anche dal punto di vista economico, visto il grande investimento che si fa per dar loro un’istruzione universitaria. Di fronte a noi c’è la sfida del cambiamento del mercato del lavoro, caratterizzato da una grandissima velocità di evoluzione. Il nostro Paese deve avere una visione di sistema della formazione, ma questo tema è completamente assente dal dibattito politico. La Toscana invece l’ha messo al centro della sua agenda politica”.

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