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Mercato del lavoro nel pratese, avanza la precarizzazione Economia

Impennata delle iscrizioni alla mobilità (3768 persone al 30 settembre) e alla disoccupazione. E ancora domande per cassa in deroga e procedure Cigs in netto calo. Questo in sintesi il quadro che emerge dal Rapporto sul mercato del lavoro relativo al III trimestre 2011, realizzato dall'Osservatorio provinciale e dal settore Lavoro della Provincia di Prato, che analizza il movimento dei contratti di coloro che lavorano nella provincia di Prato, anche residenti in altre province.  "In più i lavoratori hanno contratti – ha precisato Ambra Giorgi vicepresidente della Provincia – che non danno diritto agli ammortizzatori. A perdere il lavoro ora è soprattutto chi ha un contratto a tempo determinato a cui non spettano mobilità e cigs”.  La vicepresidente Brogi ha rivolto un appello al ministro Fornero per una riforma urgente del sistema degli ammortizzatori sociali.

Flussi entrata-sucita dal mondo del lavoro. I numeri indicano una brusca frenata su fronte del saldo assunzioni-cessazioni rispetto al trend del resto del 2011. Fra luglio e settembre il saldo segna – 1.144 e, pur considerando che il monitoraggio riguarda un breve periodo all'interno dell'anno, sono numeri che destano preoccupazione. Le cose vanno particolarmente male per  gli uomini che hanno un – 1.092 contratti, mentre le donne si fermano a – 52. Il saldo di questo trimestre inverte l’andamento tendenziale complessivo da tre anni ad oggi (confermato anche alla fine di giugno 2011).
Settori del mercato. I saldi per settore sono in qualche caso anche pesantemente negativi. Il tessile perde 718 posti di cui solo 112 a tempo indeterminato, le costruzioni ne perdono 313 di cui 127 a tempo indeterminato, il commercio è a meno 270 (soltanto 9 a tempo indeterminato). E poi maglieria (-73), metalmeccanica (-31), servizi alle imprese (-186) e segno meno anche per il 'resto' (-75) dove sono raggruppati tutti gli altri settori. Abbigliamento (+317), servizi alla persona (+188) e pubblica amministrazione (+18) sono gli unici settori positivi nel contesto del trimestre. Il saldo totale dei contratti a tempo cessati (tempo determinato, progetto, lavoro Interinale e altro) è di – 1.289, a cui va aggiunto un ulteriore -361 per i contratti di apprendistato, che vanno giuridicamente inquadrati fra quelli a tempo indeterminato. Il saldo negativo dei contratti raggiunge quindi 1.650 unità. Ma da questo numero vanno detratti 506 contratti a tempo indeterminato (principalmente nel settore dell'abbigliamento) e quindi il saldo complessivo totale è il –1.144 già segnalato.
Quale lavoro, i contratti. Alla fine del terzo trimestre ha perso il lavoro quasi esclusivamente chi aveva un contratto a tempo determinato (nelle sue varie accezioni). Quindi, per la natura dei contratti cessati, non si ha una pari notizia negativa sul versante degli ammortizzatori sociali, in quanto non hanno diritto né a mobilità né a cigs, si tratta semplicemente di rapporti di lavoro conclusi. Il totale delle movimentazioni in assunzione nel terzo trimestre 2011 è stato di 22.901 unità (49.7% uomini, 50.3% donne).
Gli stranieri – Se pur in crescita rispetto allo scorso anno, rallentano anche le assunzioni di extracomunitari in tutti settori e in particolare nel tessile, mentre l'abbigliamento non manifesta cali particolari.
La mobilità – Rispetto al corrispondente trimestre del 2010 fra luglio e settembre aumentano le iscrizioni alla mobilità (da 402 a 459) e la differenza la fanno quasi esclusivamente le donne (c'è un solo uomo in più). Il tessile non è più il principale settore di provenienza: non lo è tra le aziende con oltre 15 dipendenti, dove terziario e servizi sono all’origine di oltre il 43% delle iscrizioni (tessile poco meno del 30%), e neanche in quelle con meno di 15 dipendenti. Qui viene superato dal commercio, dall’edilizia e dal terziario. Per quanto riguarda la composizione per classe di età, rimangono stabili al 45% gli inserimenti di lavoratori fino a 40 anni, salgono dal 18% al 24% i lavoratori ultracinquantenni, diminuiscono dal 38% al 31% i lavoratori tra 40 e 50 anni. La popolazione complessiva degli iscritti alla mobilità al 30 settembre 2011 è di 3.768 persone, 1.687 donne e 2.081 uomini. Gli iscritti nelle liste al 30 settembre 2010 erano 3.980. Nel terzo trimestre 2011 sono usciti dalle liste di mobilità 541 lavoratori (le uscite previste per scadenza dei termini erano 355). Ci sono state 58 assunzioni a tempo indeterminato e 172 trasformazioni verso contratti a tempo indeterminato. Dei 295 lavoratori usciti per aver terminato il periodo massimo di iscrizione 119, cioè il 40%, non hanno trovato occupazione. Quindi si conferma ancora l’inversione di tendenza rispetto agli anni precedenti, quando tale valore era sempre superiore al 50%. Al contempo 176 lavoratori hanno avuto almeno un rapporto di lavoro durante il periodo della mobilità (433 contratti).
Cassa integrazione straordinaria – Le procedure di cigs nel terzo trimestre 2011 sono state avviate da 2 aziende del tessile e hanno riguardato 73 lavoratori. Nel corrispondente periodo del 2010 le aziende furono 4, sempre tessili, con 201 lavoratori.
Cassa in deroga. E' un ammortizzatore sociale della Regione Toscana e rivolto alle aziende con meno di 15 dipendenti o a particolari figure professionali e settori produttivi. Nel periodo analizzato l’incidenza di Prato resta più bassa di quella del 2010 su tutti gli indicatori (numero delle domande, di lavoratori coinvolti e ore richieste).
Centro per l'impiego. Nel terzo trimestre 2011 le iscrizioni alla disoccupazione sono state 1.907. Le donne rappresentano il 52%, i giovani sono attorno al 12%. Al 30 settembre 2011 risultano iscritti nelle classi disoccupati/inoccupati del Centro per l’impiego 28.110 lavoratori (l’82% italiani). Tra i comunitari si segnalano i lavoratori romeni (3%), tra gli extracomunitari albanesi (3%), marocchini (2%), pakistani, nigeriani e infine cinesi (0,8%).

Le dichiarazioni
“Non c'è dubbio che si tratta di dati negativi e la maggiore preoccupazione la desta il tessile, il settore con il saldo peggiore. Si tratta di soli tre mesi però e il punto lo faremo seriamente quando avremo a disposizione i numeri dell'intero anno 2011 – commenta la vicepresidente della Provincia Ambra Giorgi – Le persone che alla fine del terzo trimestre hanno perso il posto di lavoro avevano quasi tutte un contratto a tempo determinato che non è stato rinnovato. Sembra dunque che sia scattata la trappola del precariato. Alle prime avvisaglie della crisi tutti i lavoratori assunti con contratti deboli sono stati immediatamente scaricati, come zavorra da una nave in tempesta”.
“Potranno, nei limiti di quanto è ancora disponibile, eventualmente usufruire della linea 4, che sarà ripubblicata ad inizio 2012. Ma i 25 milioni stanno ormai per finire e sappiamo che non potremo dare aiuto a tutti”.

Foto modaportale.com

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