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Mercato discografico: la rivincita del vinile Economia

Parigi – Sembrava che i CD avessero mandato definitivamente in soffitta i vecchi 33 giri, con pochi nostalgici del vinile in via di estinzione. I dati più recenti dimostrano che nell’era del trionfo dello streaming i microsolco stanno facendo un  ritorno di tutto rispetto.

Le cifre parlano chiare: in Gran Bretagna le vendite dei 33 giri sono balzate del 64% superando così i due milioni di dischi,  il livello più alto da 21 anni. Nel 2007  le vendite erano scese a 200.000 unità , tanto che se ne temeva la loro scomparsa. Negli Usa il successo è stato l’anno scorso più mitigato che nel Regno Unito, ma comunque l’aumento registrato  rimane pur sempre degno di nota, con un + 30% che ha fatto sfiorare i 12 milioni di dischi venduti. Anche in Francia si assiste a un revival del LP, con vendite raddoppiate negli ultimi tre anni. Secondo i dati del Snep, il sindacato che riunisce le case discografiche, mentre le vendite complessive di  dischi sono scese l’anno scorso del 15,9%, quelle di vinile sono balzate dell’11,6% a 750.000 unità.

“La rinascita del vinile negli ultimi due-tre anni è diventato un vero fenomeno ..il vinile è il lato emozionale, è come possedere una parte dell’artista” ha spiegato  Stéphane Tavernier , presidente dello Snep e capo di Sony Music Francia al giornale “Rue 89”.Anche per BPI, il sindacato che riunisce le case di dischi oltre Manica,  sarebbe  l’attrattiva emozionale alla base della seconda vita del vinile esercitata   non solo sui baby-boomers cresciuto con i 33 giri ma anche una nuova generazione di fans appassionati dell’eredità rock che tenderebbero a considerali oggetti di collezione.

Il vinile dunque ha il vento in poppa ma il fenomeno rimane comunque limitato rispetto al suo impatto sulle vendite globali di musica. In Francia ad esempio rappresenta il 2,4%  di vendite su tutti tipi di supporto con un volume di fatturato di 10,3 milioni di euro. I CD resistono con  una parte del mercato del 58% ( contro il 75%  i cinque anni fa) mentre lo streaming  sta avanzando a grandi passi, con un balzo del 44,6%  rispetto all’anno prima. Con conseguenze anche sulla   musica scaricata da internet che accusa un meno 20%.

 

 

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