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Mercato della frutta: un asse Italia-Francia-Spagna Economia

Roma – Il presidente della Coldiretti Moncalvo commenta la notizia della lettera predisposta da Maurizio Martina, Stephane Le Foll e Isabel Garcia Tejerina nella quale si ribadisce la necessità di un intervento, urgente e per un periodo determinato per la crisi del settore della frutta, legato a riduzione dei consumu e andamenot del clima: “Ci auguriamo al più presto una risposta concreta da parte del Commissario all’agricoltura Dacian Ciolos”.

La lettera congiunta dei Ministri dell’agricoltura di Francia, Spagna ed Italia, dopo la mobilitazione di Coldiretti in Italia e all’estero che ha anche portato la settimana scorsa ad una lettera analoga da parte dei produttori agricoli aderenti al Copa-Cogeca, contiene una richiesta di intervento a sostegno della frutta. Roberto Moncalvo, presidente Coldiretti,  ha sottolineato che “occorre fare presto perché la situazione rischia di compromettere il frutteto italiano e con esso l’economia, il lavoro e l’ambiente”. Si tratta di salvare un comparto strategico dell’agroalimentare nazionale che – sottolinea la Coldiretti – dà lavoro a più di centomila ma che è entrato in difficoltà a causa dell’andamento climatico, della contemporanea maturazione nei principali paesi produttori e del calo dei consumi crollati di oltre il 30% negli ultimi 15 anni. Per salvare il pescheto Italia la Coldiretti chiede una serie di interventi che diano al settore migliori prospettive per il futuro, tra cui la regolamentazione del sistema degli sconti e delle vendite sottocosto nella grande distribuzione organizzata, un meccanismo di formazione dei prezzi che parta dai costi di produzione e maggiori controlli sul rispetto delle norme di commercializzazione e sui prodotti di importazione, troppo frequentemente spacciati per italiani.

Un rischio per la salute dei consumatori con il consumo di frutta estiva che è sceso sotto il limite dei 400 grammi al giorno consigliato dall’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), ma anche per i produttori di pesche e nettarine, a cui vengono pagate pochi centesimi, al di sotto dei costi di produzione, con il pericolo di portare all’abbattimento delle piante. La superficie attuale a pesche e nettarine in Italia è inferiore ai 70.000 ettari, suddivisi principalmente tra Emilia-Romagna, Campania, Piemonte, Sicilia, Puglia, Veneto, Basilicata, Calabria e Lazio. L’effetto di questa crisi, denuncia la Coldiretti, potrebbe essere quello di perdere altri 15.000 ettari sulla base di esperienze del passato.

Per l’immediato, al fine di dare maggiore soddisfazione a chi produce la buona frutta e rilanciare i consumi di più alta qualità e far ripartire mercato e prezzi negli ultimi giorni di campagna, Coldiretti sostiene la richiesta che il ministro dell’Agricoltura, Maurizio Martina, ha fatto alla Commissione Ue per l’utilizzo di quanto previsto dal Regolamento comunitario 1308/2013 (Ocm Unica), con un intervento straordinario per la frutta estiva (pesche e nettarine, angurie, meloni, ecc.) che riguardi sia soci sia non soci di organizzazioni ortofrutticole.

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