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Mercato viola: attenzione, la rosa attuale non è così male Opinion leader

Firenze – Percepisco in giro delusione e disapprovazione per come la Fiorentina si sta muovendo sul mercato e per come sta programmando l’annata ormai in corso. Io, che sono in genere molto critico nei confronti dell’operato della società, almeno dal momento del licenziamento di Montella e della fatidica sentenza che alla Fiorentina era “finito un ciclo”, voglio essere bastian contrario e come minimo sospendere il giudizio.

Proprio perché credo fermamente che quel ciclo non sia finito! Mi spiego. Ho sott’occhio la rosa dei giocatori che si apprestano al ritiro, e constato che è una signora rosa. La squadra titolare, al momento attuale, non ha nulla da invidiare a nessuno: Tata in porta; Diks (promettente acquisto e finalmente nel ruolo che da tanto è vacante), Gonzalo, Astori e Alonso in una difesa a quattro che mi parrebbe ideale per esaltare le qualità dei singoli; Vecino, Badelj, Borja a centrocampo; Ilicic dietro Berna e Kalinic in attacco. Un 4-3-1-2 che la Fiorentina gioca a memoria dai tempi di Montella e undici giocatori di livello internazionale assoluto.

In panchina ci sarebbero anche Rossi, Tomovic, Mati, Zarate e Babacar. Assolutamente una squadra da Champions. Costo? Praticamente zero. Perché è vero che si sono già spesi più di 5 milioni per Dragowski e Diks, ma è anche vero che abbiamo ceduto Capezzi e Fazi, che sono in partenza Bakic e altri giovani, come Gilberto, che la rosa è sfoltita (e il tetto ingaggi abbassato) e soprattutto che ci sarà un ricavo dalla cessione di Gomez.

Certo, mi direte, almeno altri due o tre giocatori in rosa sono necessari. E qui dobbiamo rimettere i piedi per terra e essere realisti: non si può comprare senza vendere e non si può non rispettare l’esigenza primaria del bilancio così come l’hanno prospettata i DV. E allora vediamo cosa si può fare senza che quella rosa, che io considero “eccezionale”, torni ad essere troppo “normale”.

Si può vendere Ilicic, per esempio, a non meno di 15 milioni. In rosa c’è Mati, che lo potrebbe benissimo surrogare, e c’è anche quel Bernardeschi che credo tutti si sia vogliosi di vedere finalmente nel suo ruolo (e il suo ruolo potrebbe benissimo essere quello di centrocampista avanzato dietro le punte). Se la buona sorte avesse ridato a Pepito un po’ di salute e di costanza di rendimento, e se Zarate si disciplinasse un po’ di più, l’assenza di Ilicic sarebbe quasi indolore. Tra l’altro, mi piacerebbe sapere che fine ha fatto il giramondo Wolski, che era tornato in Polonia e che mi pareva fosse ancora di proprietà della Fiorentina; giocatore che potrebbe meritare una prova d’appello fino a gennaio in un ruolo ben coperto da altri.

Con quei 15 milioni ci sarebbe da comprare prima di tutto un difensore. A me quel Ferrari del Crotone non dispiacerebbe, e credo che ci si potrebbe arrivare anche con un prestito con obbligo di riscatto. Corluka, ancorché non giovane, sarebbe certo un ottimo colpo; ma temo che sarebbe caro (intorno ai 10 milioni) e che dunque vanificherebbe la plusvalenza della cessione di Ilicic. La mia idea, invece, è quella di confermare il più possibile i titolari della squadra “eccezionale” attuale e di scommettere su giovani (approfittando del fiuto di Corvino). Dunque, per la difesa l’acquisto di Ferrari, la conferma di Tomovic e magari la valorizzazione di un Bagadur, di un Madrigali, di un Mancini, di uno Zanon (o di un qualche giovane promettente da scambiare con un paio di questi) mi sembrerebbero fino a gennaio operazioni più che soddisfacenti.

A centrocampo, invece, manca un forte giocatore. Ecco, qui una decina di milioni li investirei. Duda? Walace? Missiroli (con meno entusiasmo, data l’età)? Non saprei consigliare, ma il livello deve essere quello. A questo punto però siamo punto e a capo: abbiamo già speso quanto ricavato dalla cessione di Ilicic. E allora non resta che vendere anche Babacar, sperando di ricavarci una decina di milioni. Al suo posto potrebbe venire un attaccante in prestito, di quelli che sanno stare in panchina e aspettare il loro turno: uno come il Pizarro del Bayern, o anche come Pazzini (perché no!?), o come Pinilla. A meno che un Baez o un novello Matos…In ogni caso, si sarebbe in attivo nel bilancio.

Non prendete troppo alla lettera i nomi in entrata che ho fatto. Prendeteli per il valore di mercato, non personalmente. Ritengo che muovendo abilmente quelle pedine si possa ricavare una rosa che completa quella “eccezionale” che abbiamo. Ma attenti a non toccarla ulteriormente! So che molti (forse a partire dall’allenatore) sarebbero indifferenti alla cessione di Mati, e so che ormai ci siamo quasi rassegnati a che Badelj se ne vada. Dobbiamo però capire che qui si rinuncerebbe a giocatori di assoluto valore in campo mondiale.

Per intenderci, io non credo che il plurigettonato Witsel avrebbe il rendimento di Badelj nella Fiorentina, e che Mati possa essere sostituito da qualcosa di meno di Bonaventura o Saponara (guai pensare che lo possa surrogare un Praet!). E questo perché i giocatori sono spesso funzione delle squadre, più di quanto non sia viceversa. L’Europeo in corso, con le sole eccezioni di grandi campioni come Ronaldo o Bale, mi pare proprio che stia dimostrando questo. E allora via a una campagna acquisti/cessioni conservativa e con più attenzione ai giovani; in fondo, esattamente quello cui stiamo assistendo. Anche perché un giovane “sbagliato” lo si perdona, ma un Tino Costa o un Benalouoane…

 

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