energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Mercato viola: bene Dabo, male la solita fretta di incassare Sport

Firenze – L’operato della Fiorentina è sempre più incommentabile. Archiviato questo noiosissimo e poverissimo mercato di riparazione, è difficile commentare anche le altre squadre, figuriamoci una Fiorentina che prima (un mese e mezzo fa) fa dire a Corvino che c’è un tesoretto da spendere a gennaio, poi fa dire che se non si vende non si compra, e che se si compra si compra un terzino o un giocatore che sappia sostenere l’attacco, visti i dubbi sui vari Saponara ed Eysseric.

Alla fine arrivano un mediano e un centravanti, e soprattutto arrivano (o arriveranno) altri 7 milioni da mettere nelle casse della società.  Mistero (si fa per dire)! E un mistero sono anche le cessioni mancate. L’unica cosa, infatti, di cui si sembrava sicuri era che Cristoforo  e Maxi Olivera (quello che Corvino disse una volta “peggio per noi, se non lo conoscevamo!”) se ne sarebbero andati. Ci sono state anche le offerte (i tre milioni per Cristoforo non mi parevano male), ma a quel punto era troppo tardi, perché Corvino non aveva pronti i sostituti.

Ma che ha fatto, il nostro DS, da quando sapeva che quei due era come se fossero già stati venduti, visto che il tecnico li aveva praticamente messi fuori rosa? Non mi sforzo a cercare di rispondere secondo logica, perché qui di logica non ce n’è. A meno che non si ammetta una volta per tutte che l’unico obiettivo della società è lucrare il più possibile e soprattutto alleggerire ulteriormente il monte ingaggi. Ma quale progetto! Il progetto viene di conseguenza, alla fine della svendita. Vediamo ora, con questi giocatori, cosa possiamo dire. Il povero Antognoni, l’ultimo ventriloquo ammesso a corte, avrà un po’ di pudore a dire oggi che il progetto è ricostruire una squadra competitiva per l’Europa. Se lo dirà, qualcuno lo deve avvertire che da tempo non c’è più la Mitropa Cup!

Ma voglio entrare nello specifico delle operazioni concluse. Non mi sembra male l’acquisto di Dabo, anche se ammonta a una sorta di bocciatura dell’acquisto, tra l’altro assai oneroso, di Benassi. Sull’affaire Babacar ho invece molte perplessità. Mi sarebbe sembrato più logico e corretto operare un semplice scambio di prestiti. Due attaccanti eterne promesse, non ambientati e non congeniali ai rispettivi allenatori, verificano il loro valore dove magari hanno la possibilità di giocare di più.

Alla fine si faranno le dovute deduzioni e si tireranno le somme secondo convenienza, ma soprattutto valutando la verifica. È vero che Corvino ha fama di gran furbone e di grande affarista; e sinceramente 10 milioni per il Baba visto di questi tempi sembrano anche troppi. Ma credo che Squinzi e Felicori non siano tipi da lasciarsi gabbare facilmente. Seguivo il disperato tentativo da parte del Napoli di prendere Policano. Si era arrivati a offrire 28 milioni più Farias, e il Sassuolo ha detto no.

Evidentemente a Sassuolo si è certi che a giugno Policano varrà senz’altro di più, e varrà la pena metterlo all’asta anche all’estero, dove c’è una gran fame di esterni d’attacco. Sono pronto a scommettere che Policano intanto sarà utile nel prosieguo del campionato del Sassuolo, e poi sarà venduto a peso d’oro. Così fanno i DS competenti quando credono davvero nei giocatori. A Firenze invece, da un pezzo, c’è solo fretta di realizzare. E allora vi dico che il nostro Baba, che ci lascia anche lui con dolore, andrà a far bene e si farà valorizzare a Sassuolo. Qualcuno poi lo comprerà a 20 milioni, magari in Inghilterra. Ma a noi, bramosi d’incassare e poco interessati ormai al gioco del calcio (non si spiega altrimenti il fatto che Corvino sia il nostro DS), ne verranno soltanto 10!

E Falcinelli? Un attaccante non più giovanissimo che ha peregrinato per l’Italia senza gloria e ha raggiunto il suo massimo di reti (13) l’anno scorso nel Crotone. Andrà in panchina, e speriamo sappia sfruttare quella che si presenta come l’ultima vera occasione della sua carriera. Inutile commentare oltre. La Fiorentina resta quella che era prima di gennaio. Sicuramente non una squadra molle e demotivata come quella vista nelle ultime partite, ma forse, ahimè, neanche quella pimpante e arrembante di prima della sosta.

E questo perché potrebbe avverarsi quanto avevo paventato agli inizi: partire forte, essere nei tabellini la squadra che ha percorso più km, e sapere dell’esperienza recente di Pioli all’Inter (un’Inter che si è spenta dopo dieci partite di gran corsa), fa temere il fatale “calo fisiologico”.

Speriamo di no. Ma di una cosa siamo certi: che tra i dirigenti e i tanti mestatori nella società nessuno ha pensato a questa probabilità e nessuno ha agito per curare e prevenire i problemi della squadra. Una ben triste consapevolezza.

Print Friendly, PDF & Email

Translate »