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Mese dell’affido: più famiglie per il minore in difficoltà Cronaca, Società

Prato – A Prato e provincia il mese di ottobre è dedicato al tema dell’affido, un’iniziativa alla sua quinta edizione  per diffondere la conoscenza provvisoria dell’affidamento del minore, che è diversa dall’adozione. Una misura temporanea che si applica in mancanza di una rete familiare, determinata dalle difficoltà della famiglia d’origine di gestire il minore per problemi economici, di lavoro, salute, situazioni di violenza grave o per offrire un sostegno momentaneo con il ricorso a una famiglia affidataria.

L’affido dura in media 2 anni, ma può essere prolungato, prevede il ritorno del minore nella famiglia di origine, una volta risolti i problemi che avevano portato a questa misura. Infatti sono rari i casi in cui da questo provvedimento si passi all’adozione, che è un istituto differente. A Prato al 31 dicembre 2014, sono 118 i minori con intervento di affidamento familiare (erano 92 nel 2013), di questi 71 sono maschi, 47 femmine. 51 affidi si sono realizzati all’interno della configurazione parentale, 67 in nuclei non familiari.

Di questi 118 bambini, 43 riguardano affidamenti consensuali, 75 affidamenti giudiziari. 102 minori sono stati collocati all’interno del territorio provinciale, 14 fuori provincia e 2 fuori Regione. L’età prevalente risulta essere quella compresa tra i 15 e i 17 anni (47 bambini, più della metà costituita da minori stranieri).Sono invece 40 (20 maschi e 20 femmine) i minori ospitati in strutture residenziali, di questi 17 con provvedimento consensuale e 22 giudiziario.

Alla fine del 2016 gli affidamenti sul territorio provinciale – di cui si occupa per tutti il Servizio affidi del Comune di Prato – erano 131, di cui 94 residenziali e 37 part time, a fronte di circa un centinaio di famiglie affidatarie. Il numero delle famiglie disposte ad accogliere per un periodo di tempo i bambini e i ragazzi in difficoltà è dunque al di sotto delle necessità, tanto che ad oggi il servizio conta 37 segnalazioni di minori per i quali sarebbe stata scelta, dalle assistenti sociali, la strada dell’affido ma per i quali non ci sono affidatari.

C’è bisogno di più famiglie che prendano in affidamento i minori in difficoltà. È quanto emerge dai dati presentati dal Comune di Prato insieme alla Società della Salute area pratese e alla Asl Toscana centro in occasione del “Mese dell’affido”, in programma in questo primo mese d’autunno.

Ecco dunque l’opportunità per i pratesi di avvicinarsi a questa delicata realtà: “È importante far conoscere il messaggio di solidarietà e vicinanza al mondo dell’affido,in un mondo cosí distante dei bisogni soprattutto dei bambini”, così il consigliere del Comune di Prato, Gabriele Alberti.

Dal 5 ottobre sono in programma giochi in piazza (al Parco Quinto Martini di Seano e a Parco Prato), attività sportive (come la “Camminata per le vie del centro” del 15 ottobre), letture animate nelle librerie, spettacoli, eventi e una rassegna cinematografica (all’Art Hotel) a tema affido, tutti ad ingresso gratuito e organizzati con la collaborazione delle famiglie affidatarie.Simbolo del mese dell’affido sarà il fiocco verde e arancione. Il programma è consultabile sul sitowww.comune.prato.it/appuntamenti

 

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