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Mestieri da uomo, addio Opinion leader

 la parità fra i sessi comporta un'altra conquista: sempre più donne, per necessità o per scelta, si dedicano a lavori tradizionalmente appannaggio dell'omo.
 Questa tendenza e’ diffusa soprattutto al Nord e i dati, per esempio, della Camera di Commercio di Monza e Brianza usciti qualche tempo fa parlano chiaro: in Italia le donne fabbro sono 2300, 1800 sono camioniste, 1100 tappezziere, oltre 400 fanno riparazioni elettriche e oltre 300 sono le calzolaie.
Come Reyna Daysi Sanchez Valverde, milanese: la sua esperienza in fatto di tacchi e suole viene da lontano. Reyna, fin da piccola, si e’ occupata di riparazioni, prima in Peru’ e poi in Italia, dove si è trasferita tredici anni fa con i genitori, calzolai. A marzo dello scorso anno ha deciso di mettersi in proprio, fresca di laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali. Nonostante la passione, dopo la tesi non ha trovato sbocchi lavorativi e per non rischiare è andata sul sicuro aprendo una calzoleria. Ogni tanto qualcuno si meraviglia vedendola alle prese con gli attrezzi del mestiere, dietro il bancone, ma i clienti sono soddisfatti e il passa-parola funziona. Lavora sei giorni su sette ed è  fiera della sua attività.
Gisella Corradini è un altro esempio: modenese, da diciassette anni gira l’Italia alla guida del suo camion. Dopo il diploma di segretaria d’azienda, ha capito che la vita d’ufficio non faceva per lei. Per anni ha svolto lavori manuali, poi ha pensato di prendere la patente per guidare pullman turistici. E’ stata un’imprenditrice della sua zona a suggerirle di fare invece la camionista.
Col tempo ha aperto una piccola impresa, coinvolgendo anche il marito. Per lui si tratta semplicemente di un mestiere come un altro, mentre Gisella ha una vera e propria passione per il suo camion: lo considera un gioiello. Nonostante qualche diffidenza sul fronte maschile, non mancano le soddisfazioni e le piccole rivincite. Tempo fa un’azienda le ha proposto un lavoro che un collega uomo non se la sentiva di svolgere. Oggi Gisella e’ portavoce di un’associazione nazionale: Buona Strada Lady Truck, che raccoglie donne camioniste di tutta Italia, pronte a scambiarsi consigli in autogrill come sul loro blog e impegnate anche in iniziative di beneficenza. Guai a dire: “Donna al volante, pericolo costante”.
Reyna Daysi e Gisella, due donne come tante, ormai, che fanno concorrenza agli uomini sul loro stesso terreno. Donne con una marcia in più.
 

 

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Mestieri da uomo, addio Economia

Questa tendenza e’ diffusa soprattutto al Nord e i dati della Camera di Commercio di Monza e Brianza parlano chiaro: in Italia le donne fabbro sono 2300, 1800 sono camioniste, 1100 tappezziere, oltre 400 fanno riparazioni elettriche e oltre 300 sono le calzolaie.
Come Reyna Daysi Sanchez Valverde, milanese: la sua esperienza in fatto di tacchi e suole viene da lontano. Reyna, fin da piccola, si e’ occupata di riparazioni, prima in Peru’ e poi in Italia, dove si e’ trasferita tredici anni fa con i genitori, calzolai. A marzo dello scorso anno ha deciso di mettersi in proprio, fresca di laurea in Scienze e Tecnologie delle Produzioni Animali. Nonostante la passione, dopo la tesi non ha trovato sbocchi lavorativi e per non rischiare e’ andata sul sicuro aprendo una calzoleria. Ogni tanto qualcuno si meraviglia vedendola alle prese con gli attrezzi del mestiere, dietro il bancone, ma i clienti sono soddisfatti e il passa-parola funziona. Lavora sei giorni su sette ed e’ fiera della sua attività.
Gisella Corradini e’ un altro esempio: modenese, da diciassette anni gira l’Italia alla guida del suo camion. Dopo il diploma di segretaria d’azienda, ha capito che la vita d’ufficio non faceva per lei. Per anni ha svolto lavori manuali, poi ha pensato di prendere la patente per guidare pullman turistici. E’ stata un’imprenditrice della sua zona a suggerirle di fare invece la camionista.
Col tempo ha aperto una piccola impresa, coinvolgendo anche il marito. Per lui si tratta semplicemente di un mestiere come un altro, mentre Gisella ha una vera e propria passione per il suo camion: lo considera un gioiello. Nonostante qualche diffidenza sul fronte maschile, non mancano le soddisfazioni e le piccole rivincite. Tempo fa un’azienda le ha proposto un lavoro che un collega uomo non se la sentiva di svolgere. Oggi Gisella e’ portavoce di un’associazione nazionale: Buona Strada Lady Truck, che raccoglie donne camioniste di tutta Italia, pronte a scambiarsi consigli in autogrill come sul loro blog e impegnate anche in iniziative di beneficenza. Guai a dire: “Donna al volante, pericolo costante”.
Reyna Daysi e Gisella, due donne come tante, ormai, che fanno concorrenza agli uomini sul loro stesso terreno. Donne con una marcia in più.
 

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