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Metalmeccanici a Firenze contro il Jobs Act, tensioni a Massa Cronaca

Firenze – Manifestano con un corteo di oltre 500 persone, quasi un piccolo assaggio dello sciopero del 25, quello per cui mancano i pullman per raccogliere tutte le prenotazioni di coloro che vogliono andare a Roma a gridare la loro indisponibilità al piano del lavoro governativo. Un corteo che si snoda per le vie del centro di Firenze, e che porta due novità: uno, che si tratta di un corteo unitario delle tute blu, vale a dire che impiega tutte e tre le sigle sindacali “maggioritarie”, vale a dire Cgil, Cisl e Uil; due, che il tema di fondo, oltre alle politiche governative del lavoro e strettamente legate a queste ultime, è che il fronte dei metalmeccanici diventa comune in quanto “è in atto una forte politica di deindustrializzazione”, come dice il segretario generale della Fiom fiorentina Daniele Calosi mentre Alessandro Beccastrini, segretario generale della Fim fiorentina,  sottolinea: “Da anni non facevamo un’iniziativa unitaria, e questo ha valore nel momento in cui su alcuni temi nazionali le posizioni fra noi sono distanti”. I lavoratori si sono radunati in piazza Duomo e hanno sfilato con striscioni e bandiere fino alla sede del Consiglio Regionale della Toscana in via Cavour. Si è poi formata una delegazione che è entrata a Palazzo Panciatichi per incontrare i gruppi consiliari, il presidente della Provincia Andrea Barducci, e altri rappresentanti istituzionali.

A Massa, qualche tensione scuote gli animi: una parte del corteo organizzato dalla Cgil, cui hanno partecipato oltre un centinaio di lavoratori, studenti, operai e cassaintegrati, giovani militanti di estrema sinistra e associazioni cittadine, ha cercato di entrare in Comune recando striscioni e bandiere. Sono stati respinti da un picchetto di polizia e hanno desistito; sono saliti i cori contro l’amministrazione comunale, responsabile, secondo i manifestanti, delle numerose vertenze aperte sul territorio.

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