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Metro apre nuovo punto vendita, festa con presidio dei lavoratori Cronaca

Firenze – Se non è il migliore dei mondi possibili, per la multinazionale Metro, sede in Germania, punti vendita all’ingrosso sparsi in tutto il mondo, 48 in 16 regioni italiane e uno staff di oltre 4.500 dipendenti, ci siamo molto vicini. Si sta parlando del nuovo punto vendita che stamattina è stato inaugurato nei pressi della Cascine, in via Mercadante 2, con apertura immediata delle attività.

Fra i punti vendita della Metro nel nostro territorio, lo storico ingrosso di Sesto Fiorentino, circa 140 dipendenti, con ottime performance e in ottimo stato di salute. E dunque, perché aprire questo nuovo punto limitrofo al centro storico fiorentino? La motivazione che ne dà Maurizio Casalotto Cossu, direttore delle risorse umane dell’azienda, è incoraggiante: di fatto, spiega, “non riuscivamo a coprire tutto il potenziale di clienti che abbiamo su Firenze”. Non solo: fra le positività della nuova apertura, le nuove assunzioni, una boccata d’ossigeno per l’occupazione del territorio. Una scommessa anche per l’azienda, spiega ancora Casalotto Cossu, dal momento che viene inanellata una serie di “prime volte”: la prima volta che si decide una “location” così centrale, la prima volta che si pensa a una sede di “solo” 6-7mila metri quadri, la prima volta,  e questa è una novità in assoluto in Italia, che per le consegne viene utilizzato un vettore frigo completamente elettrico. Una novità molto interessante, dal momento che, come viene spiegato, “i clienti possono venire in bicicletta a fare la spesa e farsela consegnare da un furgone completamente elettrico”. In linea non solo con la città di Firenze che ha introdotto parametri stringenti con le sue Ztl al traffico veicolare, ma anche con quella che è una caratteristica della politica aziendale, la sostenibilità.

m1Last but not least, per capire il ruolo del nuovo punto vendita, anche la differenziazione di “specializzazione di mercato”: come sottolinea l’HR Director: l’attuale punto vendita sarà sostanzialmente rivolto al food. Tant’è vero che il ruolo che dovrebbe assumere, secondo gli studi compiuti e l’impostazione data, sarebbe quello di “casa dell’Horeca”, dove Horeca è un acronimo utilizzato nel settore che sta per Hotellerie-Restaurant-Café. 

Eppure, qualcuno non ci sta. Quel qualcuno stamattina, all’inaugurazione, ha preso l’aspetto di una novantina circa di dipendenti che sono venuti a sventolare le bandiere blu e azzurre della Uil-Tucs proprio davanti alle porte appena aperte della struttura, in un presidio di protesta. A spiegarne il motivo, è il segretario generale toscano Marco Conficconi. Tra parentesi, la Uil-Tucs ha una quota di iscritti, nell’azienda, che sfiora il 90%.

consegna metro elettrico“Il problema per cui stamane abbiamo organizzato il presidio – spiega Conficconi – è nei fatti. In questa nuova struttura il personale è composto in buona parte da nuovi assunti, fra cui molti precari che così sono stati stabilizzati. Ma i lavoratori di Sesto Fiorentino (la sede storica, ndr) non sono stati valutati per il trasferimento in via Mercadante. In altre parole, non è stata presa in considerazione la loro professionalità: la valutazione è stata possibile solo per 4 di loro, di cui solo due sono stati assunti”. Uno dei sospetti che alligna fra i lavoratori è che le nuove assunzioni e stabilizzazioni siano state operate per godere degli sgravi fiscali messi in atto dal governo.

Ma ciò che teme il sindacato è anche altro: “La proprietà ha spostato un gruppo forte di acquirenti da Sesto Fiorentino alla nuova sede – continua Conficconi – il che fa paventare un calo delle vendite per la sede storica. A un calo di vendite, consegue naturalmente  un calo degli organici. In altre parole, ciò che temiamo è che la proprietà stia di fatto creando le condizioni per aprire procedure di mobilità sulla sede di Sesto Fiorentino. Non dimentichiamo – aggiunge il rappresentante sindacale – che a livello Italia sono state aperte le procedure di mobilità per 200 dipendenti. Una situazione che non impatta su di noi … per ora”. 

“Non si tratta di una protesta contro il punto vendita – conclude Filippo Esposito, rappresentante della Uil-Tucs aziendale – in quanto noi abbiamo tutto l’interesse affinché le due sedi vadano benone entrambe, la vecchia e la nuova. Il punto è che noi abbiamo chiesto solo una tutela dell’occupazione che non c’è stata fornita. D’altro canto, è bene ricordare che il contratto aziendale, sottoscritto dalle parti alla fine di gennaio, prevede che nuove iniziative vedano un accordo della parte proprietaria con l’RSU. non la semplice informazione delle decisioni prese, come invece è stato fatto. In altre parole, nonostnate il contratto aziendale sia chiaro sul punto, siamo stati tagliati fuori e l’accordo di tutela di tutti i dipendenti non c’è. Manca”. 

m2Sembra insomma che, nonostante il contratto sia stato sottoscritto a fine gennaio, non sia stato rispettato, e questa è la denuncia della Uil-Tucs, se non in parte. Per quanto riguarda le nuove assunzioni, che secondo quanto riporta il sindacato dovrebbero essere 60, ripartite in 30 a tempo indeterminato e 30 a tempo determinato, il 25, 30% dei contratti stabilizzano i precari. Ma c’è anche da valutare, sottolinea la Uil-Tucs, il fatto che, con le nuove norme del Jobs Act, la flessibilità del lavoro diventa pressoché assoluta. Intanto, nel presidio, si solleva un moto di preoccupazione: “Ci hanno chiesto di dare i nomi –  dice un dipendente – chissà perché…”.

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