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Raccomando la scure anche sugli stipendi dei parlamentari Opinion leader

Il Presidente del consiglio ha dato un primo buon esempio rinunciando allo stipendio. Allora, io proporrei che tutti i membri del governo, o rinuncino allo stipendio o prendano un’aspettativa non retribuita dagli altri incarichi che ricoprono per due motivi. Primo: governare è – o meglio deve essere – un’ impegno a tempo pieno. In questo momento così grave non possiamo permetterci il lusso di membri del consiglio dei ministri, o deputati e senatori che corrono a destra e sinistra per adempiere ad altre obbligazioni. Fare il parlamentare non può essere un passatempo, o occupazione a tempo perso. Secondo: non vedo perché questi signori e signore debbono essere pagati da due o più fonti. O forse hanno paura di rimanere disoccupati dopo la scadenza dei loro mandati? Se lavorano bene potranno essere rieletti, oppure altre porte potranno aprirsi. Credo che sia giunta l’ora che i nostri politici, dai consiglieri comunale ai membri del governo siano obbligati ad uno solo stipendio.

Per quanto riguarda il vivacissimo dibattito sulla diminuzione degli stipendi dei politici, che ci vuole davvero, suggerirei che i tagli vengano attuati a partire dalle prossime elezioni. Questo potrebbe attenuare un po’ di amarezza; pur essendo dediti alla salvaguardia del paese, sono essere umani…è ovvio che non vogliono perdere i “diritti acquisti”. I nuovi stipendi (e decurtamento dei “benefici accessori”) andrebbero in vigore dopo le elezioni. Il nuovo rigore potrebbe anche servire a togliere dal campo quelli che hanno più a cuore gli interessi personali della collettività. Credo, inoltre che sarebbe opportuno un obbligo di residenza. Per esempio: per  diventare sindaco almeno cinque anni di residenza nel comune, e lo stesso per rappresentare una circoscrizione nella camera dei deputati. Altrimenti come possono veramente capire le necessità/interessi che sono chiamati a difendere e promuovere.

Ci dicono che i provvedimenti serviranno a “salvare l’Italia” ma faranno morire gli italiani. L’IVA al 23% andrà a colpire chi? Ovviamente i consumatori che non possono “scaricare” niente, possono soltanto pagare prezzi maggiorati su tutto. E ci sono gli altri “ritocchi” alle nostre vite. Meraviglioso quello di costringere i pensionati che prendono più di 500 al mese (e quindi anche 510!) ad aprire conti correnti con tutte le spese che comportano.  Bellissimo, poi il divieto di pagare acquisti oltre 1000 euro in contanti – addio romanticismo: come si potrà regalare un gioiello o orologio senza farlo apparire sull’estratto conto della coppia? D’accordo, sto andando nei dettagli però…Non volevo parlare dell’aumento ICI sulla prima casa ma è impossibile evitare l’argomento. Qualcuno disse una volta da un podio che gli italiani avevano diritto ad avere una casa – credo che fosse il Cavaliere – ma sappiamo che tutto ciò che diceva è ormai da scartare. A rischio di essere ridondante: bisogna dedicare più sforzi a scovare gli affitti al nero. Con tutti i mezzi informatici a disposizione non dovrebbe essere troppo difficile fare un “censimento” dei quartieri che risultano sfitti…

Per chiudere,  torniamo alle cinture che dobbiamo stringere: quanto ci costano tutte queste riunioni, vertici e vari tête-à-tête tra capi di governo e ministri  (vengono subito in mente trasporti, scorte di sicurezza, segreterie, pranzi e le telefonate “a casa”)? Vorrei chiedere al nostro presidente del consiglio ed a Merkozy – e così che la strana coppia è stata soprannominata nel New York Times – di dimostrare il proprio impegno verso l’austerità. Teleconferenze. Tutti potrebbero stare comodamente in poltrona e risparmiarci milioni, se non miliardi – perché siamo noi che paghiamo. Ma, ahimè salterebbero tutte le foto immortalando le affettuose abbracci e stretti di mano. Sarà un sacrificio sì di non vederli in prima pagina, ma sono sicura che lo possiamo accettare!

 


Julia Hanna Weiss

 

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