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Michela Andreozzi apre la stagione del Lumière Spettacoli

La scorsa stagione il Teatro Lumière aveva iniziato l’anno con ottimi presupposti grazie al primo spettacolo A letto dopo Carosello in cui Michela Andreozzi accompagnava il pubblico in un viaggio nei ricordi degli anni Settanta. Il 26 ottobre (e fino a domenica 28) l’attrice torna ad aprire il cartellone del teatro con un nuovo spettacolo divertente e nuovamente malinconico. Ancora una volta si torna indietro nel tempo, ma ognuno non potrà fare a meno di ricordare il proprio passato: gli spettatori verranno calati nell’età dell’adolescenza, un periodo della propria vita a cui guardare con un sorriso. Un intruglio di delusioni, amarezze, piccole tragedie che oggi, a rimirarle, assumono la veste del comico e del grottesco. Ma allora sì che erano difficili da digerire. Era il momento «in cui, a nostre spese, abbiamo iniziato a capire le prime tragiche, irresistibili e divertentissime conseguenze dell’amore». In Ti vuoi mettere con me? (campione di incassi a Roma nella scorsa primavera) Michela Andreozzi mantiene il format del varietà, accompagnata dalla musica dal vivo di Alessandro Greggia: si esibirà in racconti e canzoni legate a quegli attimi passati, con testi suoi, di Paola Tiziana Cruciani (che cura anche la regia) e di Giorgio Scarselli.

I primi balli lenti abbracciati al ragazzino dei tuoi sogni, giochi infantili che vengono affrontati con le prime malizie, “il tempo delle mele”, i sabato pomeriggio. Non era certo come oggi: il sesso era ancora un tabù, se ne parlava poco e bisognava racimolare notizie qua e là per capirne qualcosa. Buffi erano i quesiti che le giovanissime si ponevano: «“Si può rimanere incinta con un bacio?”… Le confuse spiegazioni dei genitori riuscivano solo ad alimentare i dubbi. Non restava che scrivere alla Posta del Cuore». E così c’era chi scribacchiava sul diario segreto, chi passava ore e ore a telefono con la migliore amica. C’erano le gite scolastiche e i primi amori. E il primo, soprattutto. Romantico, bellissimo e, nella maggioranza dei casi, dolorosissimo. È stato un attimo, poi il giorno dopo siamo già cresciuti, con il rimpianto di non averlo vissuto con gioia quel periodo di puro divertimento e spensieratezza. Troppo distratti dalle nostre paturnie per capire che quei giorni non sarebbero più tornati. Michela Andreozzi non potrà che farci ridere nel pensare a tutto questo e nel mostrarci come in uno specchio quello che eravamo e quello che siamo diventati. «Ma siamo davvero cambiati? E se potessimo per un attimo tornare indietro a quell’incantevole istante in cui non eravamo né carne né pesce, ma in cui tutto stava per accadere?».
 

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