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MIDA 2019: gli artigiani alla rivoluzione della qualità Economia

Firenze – Tanta enfasi sulla svolta e il cambiamento è raro sentirla. Ma questa volta l’edizione 2019 della Mostra internazionale dell’Artigianato,  MIDA, secondo l’uso internazionale di sigle che evocano diversi significati, sembra fare sul serio. E per mandare un segnale forte fin dalla presentazione del salone, niente discorsi ufficiali di autorità e soci di Firenze Fiera, ma la prima parola è stata data agli artigiani. Quelli, come ha detto il presidente della Camera di Commercio e di Firenze Fiera Leonardo Bassilichi, che hanno accettato la sfida di rivoluzionare un formato che era sempre più diventato un mercato di oggettistica e un luna park.

Signori, ora dominano la selezione e la qualità, domina l’impianto culturale legato al lavoro manuale, il design, le idee e la tecnologia che “esalta la capacità dell’artigiano”, come ha detto Cosimo Savio, amministratore delegato della Savio Firmino azienda gioiello di Scandicci. E saranno gli artigiani, che hanno lavorato per il cambio di marcia “a valutarne il successo quando la mostra sarà chiusa”, come ha sottolineato Federico Vianello, presidente degli orafi della CNA.

I numeri parlano da soli del grande impegno degli organizzatori.  L’83° Mostra dell’Artigianato (dal 24 aprile al 1° maggio 2019) conta 500 espositori il 31% internazionali (dall’Europa, dalla Russia, dall’Asia e dal Medio oriente), 60 buyer, giornalisti e operatori professionali internazionali. Le aziende avranno l’opportunità di presentare prodotti e creazioni a rappresentanti dei mercati tradizionalmente più interessanti come gli Stati Uniti, il Canada e il Giappone.

In otto giorni sono previsti 350 eventi legati anche a quattro mostre che si annunciano interessanti come Firenze su misura Wunderkammer delle meraviglie, che mette in scena in sei stanze le opere iconiche di 60 maestri artigiani fiorentini e Le sette meraviglie della Toscana che porta negli spazi della Polveriera ciò che di meglio si crea nei distretti artigiani del territorio.

Attraverso i diversi edifici e padiglioni della Fortezza i visitatori saranno accompagnati e “coccolati” in un percorso “experience” attraverso “la qualità, la cultura, la formazione”, perché alla fine della visita, che abbiano o meno acquistato qualcosa “possano sentirsi arricchiti”.

Un esempio della qualità del cambiamento sarà il padiglione Cavaniglia intitolato “Atelier, tempi e forme dell’artigianato” che presenta una selezione solo su invito di artigiani e aziende che segna l’importante ritorno in fiera di esercizi storici fiorentini e delle botteghe d’Oltrarno, insieme ad aziende del mondo del design e con una sezione dedicata al vetro di Murano. Oppure il padiglione Rastriglia che ospiterà la sezione Nuovissimi dedicata ai giovani che apre le porte all’innovazione tecnologica, maker, economia circolare, artigianato digitale e autoproduzioni.

Novità assoluta anche la parte “food” disposta nell’attico del padiglione Spadolini riservata a piccoli artigiani e produttori indipendenti. E poi il benessere, le lavorazioni in diretta, oggetti e decorazioni realizzati con materiali eco-sostenibili e di recupero e la moda nella sua vocazione artigiana.

La commissione creata per l’edizione del rilancio e della qualità sembra dunque aver lavorato bene. L’obiettivo? Rendere la Mostra internazionale dell’Artigianato un vera grande fiera che richiami il mondo degli artigiani a Firenze, qualcosa dunque che assomigli (e superi) le grandi manifestazioni milanesi, come ha detto  Bassilichi.

 

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