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Middle East Now: riflettori su Palestina, Siria e Afghanistan Cinema

Firenze – La seconda giornata di festival inizia al cinema della Compagnia alle 16,15 col corto palestinese THE PRESENT di Farah Nabulsi (Palestina, 2019, 25’), candidato all’ultima edizione degli Oscar, in cui Yusuf e la figlia vanno ad acquistare un regalo di anniversario per la moglie, cosa che in Cisgiordania richiede molta pazienza e contrattazioni.

A seguire l’anteprima italiana di PALESTINIAN WOMEN: A GUIDE TO CULTURAL RESISTANCE di Mariette Auvray (Francia, 2020, 52’), vibrante documentario che ci porta a incontrare attiviste, femministe, imprenditrici, artiste, le donne palestinesi che nella loro quotidianità stanno plasmando il panorama culturale di un territorio dilaniato dalla guerra.

Dalle 18 il Focus Afghanistan il documentario THE FORBIDDEN STRINGS di Hasan Noori (Afghanistam, Iran, Qatar, 2019, 72’), protagonisti Akbar, Soori, Mohammed e Hakim, figli di genitori afghani fuggiti in Iran, e gli unici immigrati del Paese ad aver formato una rock band. Finora è mancata loro l’opportunità di suonare dal vivo e il grande giorno è arrivato. Quando decidono di partire per Kabul i loro famigliari sono contrari e preoccupati, ma i giovani non si fermano, e solo una volta arrivati si rendono conto dei rischi che stanno affrontando. Con la partecipazione della produttrice Afsaneh Salari

Alle 21 la Siria è protagonista della serata con l’anteprima italiana di DAMASCUS DREAMS di Émilie Serri (Canada, 2021, 83’). Come si fa a ricordare una patria a cui si è così profondamente connessi e al tempo stesso lontani? Quando la regista canadese di origine siriana Émilie Serri si reca in Siria per la prima volta in dieci anni, si sente alienata. Un anno dopo, quando sua nonna muore e scoppia la guerra, cerca di ricostruire un’immagine di questo paese sfuggente.

Alle 16,30 al cinema Stensen la replica del film di apertura di questa edizione, RADIOGRAPH OF A FAMILY di Firouzeh Khosrovani (Iran, Norvegia, Svizzera, 2020, 82’), uno dei documentari più belli dell’ultimo anno, Miglior Documentario al festival IDFA di Amsterdam. Storia della famiglia della regista e della lotta perenne dei suoi genitori tra laicità e ideologia islamica, e anche una storia d’amore che va dallo Scià alla Rivoluzione Islamica, attraversa la guerra Iran-Iraq fino ai giorni nostril, diventando metafora dei cambiamenti della società iraniana negli ultimi quarant’anni.

Dalle ore 18:00.  inizia un’intensa programmazione dedicata all’Afghanistan, con la proiezione di OSAMA di Siddiq Barman (Afganistan, Giappone, Irlanda, 2003), capolavoro assoluto del cinema afgano, storia di una bambina che durante la dominazione talebana, per continuare a lavorare e salvare la famiglia dalla miseria, su consiglio della madre decide di travestirsi da maschio. La serata alle ore 21.00 parte con l’intenso e pluripremiato cortometraggio ANGELUS NOVUS di Aboozar Amini (Afghanistan, Paesi Bassi, UK, 2015, 25’), protagonisti Ali e suo fratello, due ragazzini afgani appena arrivati in Turchia come rifugiati, che per sopravvivere fanno i lustrascarpe, ma la concorrenza minaccia i loro sogni di un futuro migliore. A seguire THE SILHOUETTES by Afsaneh Salari (Iran, Philippines, 2020, 79′), documentario vincitore dello Special Jury Prize al festival Visions du Réel, che racconta la storia intima di una famiglia di rifugiati afghani che vive in Iran da oltre 35 anni, mentre il loro figlio più giovane affronta coraggiosamente le difficoltà del ritorno in Afghanistan. Alla presenza della regista.

Foto: Firouzeh Khosrovani con Roberto Ruta direttore del festival insieme a Liza Chiari

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