energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Middle East Now: Stephen Dorff racconta il suo “Zaytoun” Cinema, Middle East Now

Stephen Dorff, ospite a sorpresa della serata ha salutato il pubblico che riempiva ogni singola poltrona del cinema Odeon. Fatto arrivare da Los Angeles, l'attore era molto felice di essere stato invitato a presentare e parlare con il pubblico di “Zaytoun” di Eran Riklis, già autore de “Il giardino di limoni” e “La sposa siriana”. Il film, terzo posto per il premio del pubblico al Toronto International Film Fest in coda a “Il Lato Positivo” di David O. Russel e “Argo” di Ben Affleck, racconta di un viaggio alla scoperta dell'altro: due persone, un giovane palestinese e un pilota israeliano, addestrati all'odio reciproco e alla guerra si ritrovano ad essere compagni di viaggio in una fuga/viaggio dal Libano verso un piccolo paese palestinese.

"Grazie per avermi invitato al vostro festival – ha esordito l'attore – amo Firenze sono già stato qui un paio di volte ma oggi è un momento speciale come speciale è questo film per me. È stato un lavoro molto diverso da quelli che di solito faccio a Hollywood. Sono stato colpito dallo script la prima volta che l'ho letto, così sono andato in Israele per prendere parte a questa grande avventura. Devo dire però che non sarei riuscito a fare il film senza il giovane Abdallah.el-Akal, devo molto della mia interpretazione a lui.”

Dopo la visione del film, un particolare mix di toni drammatici con quelli più leggeri e divertenti da buddy comedy, l'attore si è presentato al pubblico visibilmente commosso e felice di poter parlare del film cui ha partecipato: “Questa è una delle più belle proiezioni del film a cui ho potuto partecipare e devo dire che mi ha profondamente toccato.”

“Conoscevo Eran Riklis di fama, ma non l'avevo mai incontrato – racconta Dorff – Il giorno che ci siamo incontrati a Los Angeles ero molto nervoso per la parte. La sceneggiatura mi piaceva molto ma temevo di non sembrare abbastanza israeliano, ma durante l'incontro Riklis ha tirato fuori dalla giacca una fotografia di un pilota di quel periodo e mi ha mostrato quanta somiglianza ci fosse. Poi quando sono arrivato in Israele ho incontrato Abdallah ho capito che quel film sarebbe stato possibile e che sarebbe stata una grande avventura. È un ragazzo molto bravo, anche se un po' ribelle, spero proprio che si stia comportando bene dato che mi ha detto di voler smettere di recitare. Quando l'ho saputo gli ho detto: 'ma come sei un bravissimo attore e sei al tuo primo lavoro, devi assolutamente continuare a lavorare.' Se non ci fosse stato lui, non sarei riuscito a dare una così buona interpretazione. Sono contento di dover tornare in Israele tra poche settimane così avrò modo di rivederlo.”

A proposito della distribuzione del film si è parlato dei problemi che affliggono il nostro paese quando si parla di cinema d'essay. Sebbene quasi tutti i film di Riklis abbiano avuto una distribuzione italiana di “Zaytoun” non si sa ancora nulla: “Vi ringrazio per aver portato il film qui, spero che abbia una distribuzione in Italia dato che la distribuzione è stata abbastanza capillare in tutta Europa. Non so come mai non siamo riusciti ad arrivare in Italia. Negli Stati Uniti il film uscirà il prossimo autunno, la stagione migliore per un film del genere, non è certo un blockbuster estivo e tra poche settimane ci sarà la prima in Israele. Mi piacerebbe molto riuscire a far vedere il film anche in Palestina, entrambi i lati dovrebbero poter vedere questa pellicola.”

Visto il tema impegnato della pellicola che racconta la nascita di un'amicizia tra un palestinese e un israeliano non è mancato un commento su come il cinema possa contribuire a modificare in qualche modo la mentalità delle persone e quindi aiutare il risolversi di un conflitto che oramai perdura da decenni: “Non si sa mai cosa può fare l'arte per un conflitto cosi grosso. Io sono stato colpito dallo script e dal legame che si crea tra i due protagonisti. Spero che questa pellicola, possa dare un impulso positivo dimostrando che si può convivere imparando a conoscersi. La storia è inventata., anche se ambientata in un periodo storico ben circoscritto, ma sicuramente può dare una spinta positiva ad un conflitto di cui si dovrà trovare prima o poi una soluzione.”

L'Arte è un via alternativa per tentare di dare una spinta verso il cambiamento – ha concluso l'attore – questo perché molte volte la politica rischia di annoiare e di perdersi nella pura retorica.”

Print Friendly, PDF & Email

Translate »