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Migranti: 4mila arrivi nel 2014, il modello toscano Società

Firenze – Esiste però, fin dal 2011, un “modello” toscano di “accoglienza diffusa”, secondo il modulo della “piccola dimensione”, per evitare “grandi concentrazioni di migranti e situazioni di criticità”. Lo ha dichiarato la vicepresidente della Giunta regionale, Stefania Saccardi, nella comunicazione su “gestione dell’accoglienza migranti e sistema del welfare” resa in Consiglio.

La vicepresidente ha spiegato che, “in risposta al contesto di emergenza” che si è registrato fin dall’inizio del 2014, i profughi vengono inseriti in percorsi di accoglienza sulla base delle disponibilità raccolte dalle prefetture della regione. Queste persone, inserite nel percorso di accoglienza straordinario, si aggiungono ai richiedenti asilo e rifugiati (549 persone) inseriti nel sistema ordinario di accoglienza in Toscana. I numeri complessivi sono di 2mila 593 presenze in Toscana tra profughi e richiedenti asilo, a fronte di circa 4mila arrivi (dati al 12 dicembre scorso).

In base all’Intesa nazionale tra Stato, Regioni ed enti locali, la distribuzione dei migranti giunti sulle coste italiane avviene secondo contingenti progressivi di 10mila unità e secondo criteri di ripartizione regionale (che contemplano, ad esempio, la percentuale di accesso al Fondo nazionale per le politiche sociali). Premessa l’attività di coordinamento del prefetto del comune capoluogo con tutti i prefetti della Toscana, la Regione è impegnata a realizzare un sistema di “distribuzione delle accoglienze su base provinciale”, con il coinvolgimento degli enti locali e degli organismi del terzo settore. Cercando di sfruttare, ha detto Saccardi, “il sistema di accoglienza che già c’è sui territori”.

D’altra parte, ha chiarito la vice presidente, la dinamica di “criticità” che via via si manifestano è ormai nota: le persone arrivano “nel giro di 24 ore”, si tratta di arrivi non programmati né programmabili: si va evidenziando la necessità di strutture piccole, di circa 50 posti, per la prima accoglienza e lo screening sanitario, idonee a una permanenza di circa 2 mesi.

Sempre nell’ambito della qualificazione complessiva del sistema di accoglienza, Saccardi ha annunciato anche una collaborazione con l’assessore regionale all’agricoltura Salvadori per verificare la possibilità di far svolgere ai migranti attività socialmente utili nel settore ambientale e di recupero del territorio. Un modo per permettere a chi viene accolto, tra l’altro, “di restituire qualcosa alla comunità che ospita”. La Regione è anche impegnata per realizzare un corso di formazione per gestire l’accoglienza e saper rispondere ai bisogni dei profughi e richiedenti asilo (il corso è rivolto agli operatori del privato sociale direttamente coinvolti nei percorsi di accoglienza).

Un capitolo a sé è poi quello che riguarda i minori stranieri non accompagnati. Sul punto, l’assessore ha premesso un’importante novità: “Per la prima volta il Governo si è accollato buona parte della spesa, capitolo dolorosissimo per i bilanci dei Comuni”. Il meccanismo è infatti quello per cui, rinvenuto il minore, il tribunale dei minorenni lo affida al Comune che se ne occupa fino al raggiungimento della maggiore età. Saccardi ha spiegato che la “spesa è molto ingente”, anche perché le strutture preposte hanno requisiti molto alti, adatti ad ospitare bambini di pochi anni (costo: circa 80 euro al giorno a bambino).

Ora, per la prima volta, “il Ministero si fa carico di una quota di spesa” (fino a 45 euro al giorno). La Regione ha comunque fatto una delibera (a luglio) che autorizza l’accoglienza di minori in strutture meno costose, adatte a minori cosiddetti emancipati (giovani dai 16 in su, che evidentemente hanno necessità diverse rispetto ai bambini). In più, ha aggiunto Saccardi, la Regione sta predisponendo una delibera per incrementare del 25 per cento le possibilità di accoglienza di strutture per minori sul territorio, vista l’autorizzazione alle Regioni contenuta nella Circolare del Ministero degli Interni del luglio 2014. (Cam)

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