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“Migranti bonificatori”, parte la seconda edizione del progetto Ambiente, Breaking news, Cronaca

Firenze – Secondo anno per il progetto “migranti bonificatori”, che vede impegnati, nel corso dell’estate, gli ospiti dei centri di accoglienza toscani nella pulizia, come volontari, degli argini di fossi e fiumi toscani. L’anno scorso il progetto aveva riguardato gli argini dell’Arno e del Mugnone a Firenze e dell’Ombrone e della Brana a Pistoia, ma anche i orsi d’acqua di un’oasi a Capannori e, nel corso della giornata “Puliamo il mondo”, una parte del Serchio a Lucca; quest’anno, armati di guanti e sacchi, si daranno da fare  lungo tutta l’asta dell’Arno, senza escludere qualche affluente come la Sieve o di nuovo l’Ombrone pistoiese e zone di particolare pregio ambientale limitrofe, come le oasi del Bottaccio, di Tanali e del lago della Gherardesca tra Bientina e Capannori, nelle province di Pisa e Lucca.

E’ stata la Regione a coinvolgere tutti e quattro i consorzi di bonifica del bacino del grande fiume toscano (Arezzo, Firenze, Pisa e Lucca) e sarà il Consorzio 3 del Medio Valdarno a coordinare gli intervenire, forte dell’esperienza già maturata l’anno scorso. Allora furono raccolti, in tre mesi, oltre una tonnellata e mezzo di rifiuti.
Il progetto, già annunciato nei mesi scorsi, è stato presentato stamani a Palazzo Strozzi Sacrati a Firenze, sede della presidenza della Regione. C’erano l’assessore all’immigrazione Vittorio Bugli, il presidente del Consorzio di bonifica 3 Medio Valdarno e dell’associazione Anbi Toscana Marco Bottino, i colleghi Marco Monaco, Ismaele Ridolfi e Paolo Tamburini e i rappresentanti di soggetti gestori, associazioni e Comuni coinvolti.

L’intervento lungo gli argini inizierà a fine giugno e il lavoro volontario dei giovani richiedenti asilo, che senza utilizzo di macchinari raccoglieranno i rifiuti sulle sponde, sarà preceduto anche quest’anno da un’adeguata formazione realizzata in collaborazione con l’agenzia Chiantiform.

Il corso si concluderà con un attestato, utile per futuri percorsi di formazione professionale, e in aula, come tutor e insieme ai tecnici professionisti che insegneranno le principali nozioni in materia di sicurezza sul lavoro, raccolta e differenziazione dei rifiuti, interverranno anche i ragazzi che hanno partecipato al progetto l’anno scorso e che dunque potranno aiutare a tradurre e raccontare la loro esperienza. Sono una ventina di ospiti di Aics e Aig a Villa Camerata a Firenze e della Federazione della Misericordie. Alcuni di loro hanno partecipato stamani alla presentazione del progetto.
“In Nigeria non ero abituato a lavorare sui fiumi – dice in inglese Chris, oramai a Firenze da un anno e cinque mesi – Vorrei rimanere in Italia e la formazione è essenziale”. “E’ stato bello e importante rendere più sicuro un luogo frequentato da tutti” aggiunge un altro ragazzo, fuggito dalla Costa Avorio ed anche lui ospite a Firenze.

In tutto, per l’edizione 2017, saranno circa duecento i migranti che si alterneranno nell’attività volontaria, in gran parte provenienti dall’Africa sub sahariana e dall’Asia. L’anno scorso, tra Firenze, Pistoia e Lucca, sono stati una quarantina. In questi giorni si stanno firmando le diverse convenzioni per poi partire.

Un aiuto all’integrazione certo, ma anche risvolti concreti. L’assessore Vittorio Bugli guarda avanti. “Potremmo estendere in futuro – dice  – questa esperienza alla cura di percorsi storici, come ad esempio la Francigena, oppure ad alcune ciclabili: oggi come attività volontaria e domani magari come avvio di un possibile percorso lavorativo”.

“I consorzi toscani volentieri si mettono a disposizione del sistema dell’accoglienza toscana” commenta Marco Bottino, presidente del Consorzio di Bonifica 3 Medio Valdarno e di Anbi Toscana Marco Bottino “Lo facciamo – spiega – proponendo ai migranti la possibilità di svolgere una preziosa attività volontaria di pulizia dei corsi d’acqua come veri e propri operatori della bonifica, preludio magari di un percorso professionalizzante in campo ambientale”.

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