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Migranti: come aprire un varco nei muri culturali Cultura

Pistoia – Distruggere un muro non è certo difficile, qualunque individuo ne è capace: si prende un piccone, si cominciano a dare colpi fin quando non si apre una breccia e… si guarda cosa c’è dall’altra parte. In questo senso la distruzione assume un significato anche positivo, rappresentando un modo per scoprire nuovi mondi. Resta più difficile aprire un varco quando un muro è di natura culturale: non a caso, in senso figurato, aprire una breccia nell’animo di una persona è come dire che le abbiamo fatto una buona impressione, che la mano porta è stata gradita e sono state gettale le fondamenta per un ponte virtuale attraverso il quale poter comunicare.

È intorno a queste argomentazioni che si è discusso a Pistoia sabato 12 marzo, durante il primo dei quattro incontri seminariali “Al di là dei muri e oltre“, organizzati dalla associazione di ricerca sociale PoieinLab, in collaborazione con il centro studi Espaces “Giorgio La Pira” sul tema delle migrazioni e dell’accoglienza.

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La giornata di studio si è aperta con l’intervento di saluto del teologo Alessandro Cortesi, direttore del Centro Espaces Giorgio La Pira, che ha poi ceduto la parola a relatori di prestigio come Giovanni Capecchi (docente di letteratura all’Università per stranieri di Perugia) che ha parlato di “Pagine di viaggio: brecce di pace nel filo spinato”, seguito poi da Dimitri D’Andrea (professore associato di filosofia politica presso la scuola di scienze politiche Cesare Alfieri UNIFI) che ha trattato il tema “La grammatica dell’incontro: diritti, doveri, politiche di inclusione”, per finire con Filippo Buccarelli (docente di sociologia presso la scuola di scienze politiche Cesare Alfieri UNIFI e la scuola di studi umanistici e della formazione UNIFI, oltre che presidente dell’associazione PoieinLab-Ricerca Sociale) con l’analisi “Tra investimento e solidarietà: migrazioni, territori, metamorfosi sociali”.

Inutile sottolineare quanto l’argomento esaminato sia di grande attualità, casomai è interessante prendere nota di come sia stato affrontato: con competenza ed oggettività, con la necessaria distanza dal clamore che abitualmente desta, ricordando che la questione può – anzi, deve – essere considerata sotto molteplici prospettive, compresi i trascorsi storici che, da che mondo è mondo e per svariate ragioni, vedono l’uomo protagonista di flussi migratori.

Quindi, senza falsi buonismi e prendendo le distanze da atteggiamenti banalmente distruttivi, sono state suggerite idee sulle quali riflettere per… aprire brecce nei muri dell’umano, e costruire ponti più solidi perché fondati sulla concretezza. Ad assistere al seminario una folta platea, in buona parte composta da ragazzi delle scuole superiori – per l’esattezza una rappresentanza di quattro classi dell’Istituto Filippo Pacini –, cosa che ha dato non poca enfasi agli oratori, responsabilizzati dalla consapevolezza che il loro messaggio potesse divenire, tramite questi giovani, uno strumento valido nel contribuire alla costruzione di un futuro migliore.

Il seminario è proseguito nel pomeriggio con la tavola rotonda “Fra vincoli e opportunità: migranti, rifugiati, reti di accoglienza in Toscana”, durante la quale Alessandro Cortesi, Federico Silvestri (responsabile progetti di accoglienza), Kaaj Tshikalandand (studentessa presso Università di Firenze) e Hamdan Al-Zeqri (rappresentante Comunità Islamica di Firenze e mediatore culturale) hanno ripreso ed approfondito il tema, arricchendolo con nuovi elementi di discussione.

Il ciclo dei seminari proseguirà nei giorni di sabato 9 aprile, 21 maggio, 11 giugno: consultando il sito www.poiein-lab.eu è possibile restare aggiornati sulle tematiche in programma e sui relatori che interverranno.

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