energee3
logo stamptoscana
badzar
energee3
badzar

Migranti dopo emergenza, Rossi chiede un incontro al ministro Società

Sono almeno 1300, solo in Toscana, i migranti accolti dopo la fuga dal Nordafrica in preda alla guerra, che hanno fatto richiesta di asilo. E che potrebbero avere difficoltà a vederselo riconoscere, come spiega il governatore Enrico Rossi, "perchè in fuga da una guerra e non da una dittatura". La proposta del presidente della Toscana al ministro dell'interno Anna Maria Cancellieri, inviata per lettera in questi giorni,  è l'apertura di un tavolo  tra Regione e Ministero per affrontare “con spirito umanitario e ragionevolezza” la questione. 

E’ passato un anno da quando le Regioni italiane hanno ospitato i primi cittadini tunisini, che l’isola di Lampedusa non poteva più contenere, e dopo di loro i cittadini provenienti dalla Libia, travolta dalla guerra. La Toscana li ha accolti non in campi con il filo spinato, ma con un modello di ospitalità diffusa che ha coinvolto l’intero territorio, i Comuni e le associazioni, in cento e più luoghi. Il 4 aprile del 2011 sbarcarono a Livorno i primi tunisini, in fuga dalla fame, spesso poco più che ragazzi. Un mese dopo sono arrivati i profughi scappati dalla guerra in Libia, non libici ma emigranti di altri paesi dell’Africa, in fuga a loro volta da altre guerre e persecuzioni e che lì avevano trovato lavoro. Di mille e ottocento che erano ne sono rimasti mille e trecento e la Regione propone ora al ministero dell’interno di istituire appunto un tavolo per definire insieme le soluzioni migliori, cercando di chiudere la fase dell’emergenza ed inserire queste persone nelle comunità che le hanno accolte, se lo vorranno, con le forme giuridiche che con il ministero sarà possibile individuare.

“Sarebbe una contraddizione insostenibile – dice Rossi – se dopo un’accoglienza civile come la nostra, ci fosse un interpretazione rigidamente burocratica che desse luogo all’indiscriminata espulsione di migliaia di persone”. “Molti di questi migranti non sono dei perseguitati politici: erano in Libia e sono fuggiti dalla guerra. Le commissioni territoriali della prefetture devono naturalmente adempiere in modo corretto al loro mandato. Ma credo – aggiunge sempre il presidente della Toscana – che sia altrettanto importante ed opportuno conformare queste decisioni all’indirizzo che il “tavolo asilo” nazionale, coordinato dall’Alto commissario delle Nazioni Unite per i rifugiati, ha assunto il 13 marzo”.

L’Alto commissario ha invitato a tener infatti conto dell’opportunità di una più ampia attuazione delle norme vigenti e in questo modo, secondo Rossi, si potrebbe rilasciare un permesso di soggiorno alla maggior parte delle persone arrivate dalla Libia oppure prolungare il permesso di soggiorno temporaneo.

Foto:www.viareggino.com

Print Friendly, PDF & Email

Translate »