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Migranti, “flusso non riguardi solo 3 paesi europei”. Parola di Thierry Mariani Politica

Firenze – Il succo, il cuore, la sostanza, insomma, tutto ciò che la Toscana ma soprattutto l’Italia voleva sentirsi dire è in buona parte proprio in quelle poche parole che il presidente della commissione europea migrazioni Thierry Mariani ha consegnato ai giornalisti a margine dell’incontro odierno con il governatore toscano Enrico Rossi. “Ciò che succede in Italia e in Grecia con i rifugiati e al centro della nostra attenzione, come parlamentare francese mi permetto di dire che non dovrebbe essere lasciata a tre paesi europei, dovrebbe essere meglio distribuita”. E’ questo il testuale annotato e battuto dalle agenzie, la risposta a una domanda sull’accoglienza che la nostra regione sta approntando ai migranti scesi dai barconi di Lampedusa. “Sono presidente della Commissione Immigrazione – ha poi spiegato Mariani – e devo dire che ciò che succede in Italia e in Grecia, con i rifugiati è al centro dell’attenzione”. Del resto, l’incontro di oggi col presidente Rossi era proprio centrato sul tema delle politiche di migrazione, in particolare su quella originale forma di migrazione che è tutta cinese, e che ha in Prato, per vari motivi, una sorta di “modello unico europeo”. E all’interno del modello di accoglienza approntato per fronteggiare quello che sta trasformandosi in un vero e proprio spostamento di popoli, da parte della Toscana, Mariani aveva proprio la missione di esaminare e “studiare” il caso particolare delle comunità cinesi.

E proprio nel “sistema” toscano, prende ancora più risalto il “caso” Prato. Del resto, lo stesso Mariani non si perita di affermare che la città laniera è davvero un “caso unico” nel panorama europeo.”Effettivamente si tratta di un caso particolare in Europa. A parte le grandi città, Berlino e Parigi dove abbiamo importanti Chinatown, quello di Prato è un caso unico di concentrazione della comunità cinese in una città di dimensione media”, è stato il commento di Mariani. Che poi ha messo l’accento anche su due importanti questioni: da un lato, la questione cinese di Prato può diventare “una chance e una sfida” per rilanciare “una regione che aveva perso il suo primato economico” (tant’è vero che, ricorda, “tutti gli interlocutori che abbiamo incontrato questa mattina si sono detti d’accordo nel sostenere che gli imprenditori cinesi abbiano contribuito a risollevare Prato dal declino economico”), dall’altro “guardia alta” contro l’illegalità.

Sulla questione legalità Enrico Rossi ha ribadito l’impegno della Toscana, sia ricordando le iniziative in atto, sia sottolineando che nessuno deve sentirsi al di fuori della legalità e dichiarandosi pronto a intraprendere anche altre iniziative oltre a quelle in corso. “Credo che sia necessario  prendere atto con ancora più chiarezza e nettezza che esiste un’emergenza Prato” ha detto, tornando alla questione dell’incendio che fece strage, nel dicembre scorso, di operai cinesi che vivevano e lavoravano in condizioni non umane nella fabbrica al Macrolotto che prese fuoco.

“Non vi nascondo che le vicende del dicembre dell’anno scorso sono state sconvolgenti, mi hanno spinto ad assumere provvedimenti molto radicali come i 70 ispettori che abbiamo assunto e l’accordo con le Procure”.

“Per quanto riguarda le competenze della Regione – ha aggiunto – andremo fino in fondo con grande determinazione chiedendo anche allo Stato di fare di piu”. Intanto, da parte del governatore toscano, una cosa è chiara: nessuno è disposto a getttare la spugna. “Sono disposto anche a raddoppiare l’investimento e a dare una mano ai Comuni, qualora ce ne fosse bisogno per i vigili urbani, perchè penso che al netto di tutti i ragionamenti e delle discussioni che si possono fare sull’illegalità c’è un rigo sotto il quale non si può andare. E’ bene– conclude – che se lo ficchino in testa gli imprenditori cinesi, ma anche coloro che affittano i capannoni, che sono abitualmente pratesi: in questi laboratori si deve lavorare in sicurezza, vivere e dormire in un’altra parte: in sicurezza. E’ basilare”.

Non solo. Nel corso dell’incontro con Mariani, Rossi ha stabilito altri due punti:  l’auspicio della legge nazionale per favorire l’emersione dal sommerso con un sistema di premialità per gli imprenditori virtuosi e la necessità di di un salario minimo per i lavoratori. “Intendiamo agire con gradualità – ha spiegato il presidente della Regione Toscana –  per legalizzare e bonificare il Macrolotto perché diventi un colosso legale del tessile, un distretto legale e produttivo come in Toscana ce ne sono tanti”. 

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