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Migranti, “Serve un cambio di passo sull’accoglienza” Breaking news, Cronaca

Firenze – Il dato più importante è: “Siamo esseri umani, non merce ne’ pacchi postali”. Lo si legge sul volantino che stamattina, nel corso del corteo Senza Paura, è stato distribuito durante la “marcia” che ha portato oltre seicento persone e manifestare per togliersi il velo dell’invisibilità. La manifestazione, organizzata da Coalizione Internazionale Sans-papiers, Migranti, Rifugiati e Richiedenti asilo  (CISPM), USB Federazione Toscana, Agorà Pisa, Asia, ma anche operatori sociali, ha percorso il centro cittadino, con striscioni, bandiere e slogan. Fra le centinaia di partecipanti, molti aderenti giunti da tutta la regione.

Esseri umani. Uomini e donne su cui si concentrano notizie del tutto false, come quella per cui ai richiedenti asilo e migranti giungono dai 25 ai 35 euro al giorno. “Una vergognosa campagna strumentale e razzista” si legge nel volantino diffuso dagli organizzatori. Soldi che non giungono nelle tasche dei migranti in fuga da guerra e fame, come raccontano loro stessi, “soldi che non abbiamo mai visto”. In compenso, attese infinite per il rinnovo dei permessi di soggiorno, sistematico rifiuto per quanto riguarda le richieste di protezione internazionale, mentre è tutta da definire la condizione di chi lavora nei centri di accoglienza: “Sottopagati, con contratti precari e turni di lavoro massacranti, lavoratori che invece di svolgere un servizio di accoglienza verso i richiedenti asilo, rifugiati e migranti, sono ridotti a effettuare solo mansioni di portierato e controllo”. 

senza-paura-2Esseri umani. E dunque, richieste da esseri umani: dall’accoglienza dignitosa a un lavoro dignitoso (richiesta quest’ultima, precisano dall’Usb, comune a molti italiani, in un fronte che trova la sua forza nell’unità di tutti i lavoratori), ma anche “rilascio di un permesso di soggiorno umanitario per tutti abolendo la tassa del permesso di soggiorno,  stabilizzazione e reinternalizzazione dei servizi e dei lavoratori che operano nei centri di accoglienza”. 

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