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Minacce al Tirreno, Odg: “Attacco gravissimo” Breaking news, Cronaca

Firenze – È di nuovo sotto attacco, il quotidiano Il Tirreno, contro cui si sono scatenati, in un crescendo di insulti minacce, degli anonimi sui social arrivando a auspicare un attentato “con morti e feriti”.

Sulla questione, che ha sollevato un coro trasversale di solidarietà, è intervenuto l’ordine dei giornalisti della Toscana.

“La nuova gravissima minaccia nei confronti di una testata toscana ci convince che la situazione vada affrontata dalle autorità con mezzi e impegno straordinari – si legge nella nota –  ad essere preso nuovamente di mira è il Tirreno, a cui va la solidarietà e la vicinanza dell’Ordine dei giornalisti della Toscana. Su un social media il livello delle minacce è salito ulteriormente di livello: si è arrivati a invocare un attentato a una delle sue redazioni con morti e feriti”.

La questione è gravissima e generale. “Da mesi i giornalisti sono finiti nel mirino di chi cova odio e rancore per qualsiasi motivo. Minacce, insulti, botte. L’Ordine dei giornalisti della Toscana, visto l’inquietante ripetersi di questi episodi, chiede un intervento diretto della ministra dell’Interno Luciana Lamorgese”.

Fra gli interventi, quello del presidente della Regione Toscana Eugenio Giani, che  auspica che sulla minaccia arrivata via web alla redazione del Tirreno di Pistoia si faccia velocemente luce e vengano accertati mittente e responsabilità.

“Non si può sottovalutare la gravità del gesto e delle parole – commenta Giani -, anche se fossero parole sfuggite per la facilità con cui sui social e nell’anonimato della Rete troppo spesso si attacca oramai tutto e tutti come se nulla fosse. La Regione in passato ha lavorato molto per contrastare il  linguaggio d’odio sul web, che era e rimane un problema”. “Ma in questo caso  – prosegue Giani – il gesto è ancora più grave”.

“Ci vorrebbe un bell’attentato, con tanto di morti e feriti” recita il messaggio che alla redazione di Pistoia del Tirreno si sono visti recapitare. Dopo le minacce ricevute nelle settimane e nei mesi scorsi da altri cronisti del quotidiano, il salto è evidente. Un’escalation.

“Si tratta di un vero e proprio messaggio minatorio – commenta Giani –  contro delle persone e dei lavoratori e contro un caposaldo della democrazia che è il diritto e dovere ad una informazione libera e senza condizionamenti, il diritto dei cittadini ad essere informati e dei giornalisti ad informare. Per questo mi auguro che le forza inquirenti facciano presto luce sull’episodio individuando i responsabili”.

Sulla vicenda interviene sia la Federazione nazionale stampa che l’Associazione Stampa Toscana, in una nota in cui si mette in luce l’insopportabilità del crescendo di minacce cui sono sottoposti i lavoratori dell’informazione, in particolare, in Toscana, quelli della redazione de Il Tirreno.

“Il segretario della Fnsi, Raffaele Lorusso, il presidente Sandro Bennucci e tutti gli organismi dirigenti dell’Associazione Stampa Toscana dicono, in coro: ora basta davvero! E si riferiscono all’ennesimo episodio di minacce ed intimidazioni ai danni dei colleghi del Tirreno. Questa volta è toccato alla redazione di Pistoia del quotidiano alla quale, via web, è giunto il messaggio inquietante: “Ci vorrebbe un bell’attentato alla sede del Tirreno, con tanto di morti e feriti”. Tutto questo mentre a Livorno un altro giornalista del giornale diretto da Stefano Tamburini veniva aggredito verbalmente e minacciato perché lamentava la continua copiatura degli articoli de Il Tirreno su un sito, da parte di un esercente che aveva anche tentato di ostacolarne il lavoro di cronaca”.

“Augurare o anche solo ipotizzare che nel 2021 si possa verificare un gesto come quello di un attentato ci riporta indietro di almeno cento anni, nella fase più buia dello squadrismo che metteva a ferro e fuoco le redazioni. E’ improponibile che ancora oggi si alimenti una campagna d’odio nei confronti di chi fa informazione professionale o che si tenti di ostacolarne il lavoro”, dicono Lorusso e Bennucci esprimendo la “piena ed incondizionata solidarietà ai giornalisti e al direttore de Il Tirreno”. Aggiungendo: “La violenza verbale che suona come un invito a praticare quella fisica, i cui episodi anche recenti purtroppo non mancano, ci spinge a chiedere ancora una volta l’impegno delle Istituzioni e delle Forze dell’ordine perché vengano identificati, isolati e colpiti coloro i quali la diffondono”.

 

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