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Mio caro deputato, chi sei? Opinion leader

 “Intervisto” una varietà di soggetti: amiche ed amici molto istruiti,  persone che hanno la licenza media, altri che si ritengono molto informati per quanto riguarda la politica del paese, e quelli che dicono “si vado a votare ma intanto non conta per niente…” e, già, quelli che non  vanno mai alle urne. La domanda è “Chi è il deputato che rappresenta la tua circoscrizione nel parlamento – e chi è il “tuo senatore?” Le risposte  finora tutte prevedibile: “non lo so”, ma la parte sconcertante è che mi chiedono “perché devo sapere?”  Rispondo “devi sapere perché questi parlamentari sono lì al nostro servizio, per salvaguardare i nostri diritti e devono accettare la responsabilità delle loro azioni – e se il loro operato non piace possono, anzi devono, ‘perdere il posto di lavoro’ e poi cito  – “…per assicurare […i] diritti sono istituite tra gli uomini delle forme di governo che traggono il loro giusto potere dal consenso di coloro che sono governati…” Parole chiare e sagge direi che sono piaciute ogni volte che le ho recitate. Potrete facilmente trovare la fonte!.

Ora torniamo all’esplosione, prima una spiegazione Diversi anni fa, nel congresso degli Stati Uniti stavano sventolando l’idea di chiudere alcuni consolati, compreso quello di Firenze. Ho preso carta e penna ed ho inviato la stessa lettera ai “miei” due senatori dello Stato di New York ed il mio congressman – ossia deputato, concludendo che se avessero appoggiato la chiusura degli uffici consolari a Firenze non avrebbero mai più avuto il mio voto. Poi, ho preparato una versione della lettera per i miei colleghi italiani (lavoravamo presso la sede di una società americana che aveva bisogna della presenza consolare); tutti hanno firmato e poi le ho spedite. Ora, non saprò mai se le lettere hanno avuto effetto – fatto sta che il consolato c’è ancora, e io ero soddisfatta – avendo fatto sentire la mia voce.
E ora “l’accensione della miccia”: proprio ieri ho ripreso contatto con un compagno di liceo che mi ha raccontato la sua vita. Pochi mesi dopo essersi laureato, mentre era in Europa dai nonni, ha ricevuto un telegramma dalla mamma dicendo che era arrivata la cartolina per presentarsi alla visita per la leva. [A differenza di tanti, compreso un ex-presidente degli Stati Uniti, è rimpatriato subito]. Una spiegazione è necessaria: il U.S. Marine Corps è sempre composto di volontari – salvo nelle circostanze più gravi – come quel momento della guerra di Vietnam – quando i Marines possono cooptare le reclute di leva dall’esercito. La madre di questo giovane – sano ed un’atleta – era disperata, scrisse una lettera al suo congressman chiedendo un consiglio. L’uomo non soltanto ha risposto, ma ha suggerito che il figlio si arruolasse nell’aeronautica militare. Ciò significava 4 anni di servizio anziché 2, ma con un livello di pericolo ridotto visto che i Marines venivano massacrati. Ha volato 176 missioni di combattimento e poi ha fatto vent’anni di carriera come ufficiale nell’aeronautica usufruendo ed ampliando le conoscenze della sua laurea in ingegneria.
Lo scoppio: stanno parlando di rimettere l’ICI sulla prima casa. Sempre ieri sera, al telegiornale ho visto un servizio sul fatto che tanti stanno vendendo la nuda proprietà della prima casa perché non ce lo fanno più. Ed il governo/parlamentari vogliono ritassarla? Troppo facile e troppo ingiusta. Visto che oramai si sa tutto su ognuno di noi, perché non si sforzano un po’ per scovare le seconde, terze, quarte… abitazioni per vedere quante sono affittate al nero? Si potrebbe ricuperare sia le tasse di registro che l’IRPEF. Credo che il gettito supererebbe di gran lunga i 3,5 miliardi previsti dal ripristino dell’ICI e andrebbe nelle casse dello stato!
Quindi, se invece di scendere in piazza e lanciare sassi scrivessimo tutti? “Caro Deputato Chiunque Lei Sia – se lei dovesse appoggiare il ripristino dell’ICI sulla prima casa non avrà mai più il mio voto…”

Julia Hanna Weiss

 

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