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Misericordia Pisa: niente stipendi per i dipendenti Notizie dalla toscana

La Misericordia di Pisa da poche settimane è uscita da un anno di commissariamento, ma questo non ha evitato il non pagamento degli stipendi ai lavoratori di un ente religioso, sotto il diretto controllo dell’Arcidiocesi pisana, alle prese con una gravissima crisi finanziaria. Secondo i Cobas è necessario che il  nuovo Governatore, Luigi Marchetti, chieda “un intervento formale alle banche perché non aumentino gli interessi a carico dei lavoratori e assicurino loro piccoli fidi in caso di ritardo nei pagamenti”. Per il sindacato tocca proprio all'Arciconfraternita “farsi carico di parte degli interessi per gli stipendi pagati in ritardo”. I Cobas affermano di “comprendere la situazione in cui si dibatte la Misericordia” ma pretendono anche di avere risposte sul percorso per uscire dalla crisi. Nelle scorse settimane tutti i sindacati hanno accettato il piano di risanamento e sottoscritto i contratti di solidarietà con la riduzione del 33% dell'orario di lavoro per tutti i lavoratori. “Ma ora – spiegano i Cobas – bisogna avviare quel confronto auspicato sul futuro della Misericordia. I contratti di solidarietà non sono stati applicati in alcuni settori perché una riduzione oraria è risultata incompatibile con l'organizzazione dei servizi e dei turni a dimostrazione che ogni ipotesi di risanamento non può concretizzarsi in tagli occupazionali”.  Infine chiedono un incontro da calendarizzare a settembre anche se “prima è indispensabile una comunicazione formale entro Ferragosto per il pagamento degli stipendi”.

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